2016: Rivoluzione Reggiana

Il 2016 è stato l’anno più importante nella storia della Pallacanestro Reggiana, e lo scrivo senza paura di esagerare.

In questi mesi la piccola Reggio Emilia, in Legadue fino al 2012, si è ritagliata una poltrona in pianta stabile al tavolo dei grandi, e ci è riuscita senza particolari spese folli (Milano e Cantù) e senza puntare su cinque americani (Sassari) o sull’usato sicuro (Venezia). Dopo lo Scudetto perso per un canestro, il progetto di valorizzazione di giocatori italiani è andato avanti con l’inserimento di Aradori, De Nicolao e Gentile, giocatori reduci da una stagione al di sotto delle aspettative e desiderosi di rilanciarsi e mettersi al servizio della squadra, qualità che dalle nostre parti ha un certo peso.

Foto Francesca Soli - LaPresse 25 11 2015 Reggio Emilia (Italia) sport basket Eurocup Basket 2015-2016 Grissin Bon Reggio Emilia vs Alba Basket Berlino Nella foto: Lavrinovic esulta con Polonara a fine gara Photo Francesca Soli - LaPresse 25 11 2015 Reggio Emilia (Italy) sport basket Basket Eurocup 2015-2016 Grissin Bon Reggio Emilia vs Alba Basket Berlino In the pic: Lavrinovic celebrates with Polonara at the end of the match

Squadra, termine affascinante, segreto di un ambiente unito ed in completa empatia. Si narra che Brian Clough, al suo arrivo alla guida del glorioso Leeds United, disse espressamente ai giocatori, al primo allenamento ad Elland Road, di “prendere tutte le medaglie vinte e di ammassarle in un cestino”, ed è ciò che accade, in maniera sicuramente meno esplicita, anche qui, nella pianeggiante Emilia, dove un giocatore viene valutato nell’economia di squadra e in base al suo valore umano per prima cosa, per poi valutare anche le sue statistiche e il suo palmares. Sono fermamente convinto che sia proprio questo il problema di alcune squadre del campionato italiano, le quali preferiscono puntare su giocatori della D-League americana mangia-palloni ed accentratori di gioco. Un progetto a lungo termine e una filosofia ti garantiscono continuità, cambiare giocatori in base allo score può garantirti da un +10 a -20. E’ un salto nel vuoto.

Non stupisce quindi che nel corso del 2016 un giocatore abituato a un gioco diverso come Vladimir Golubović abbia faticato con meno minuti ed un ruolo diverso, situazione simile a quello di Sava Lešić, e uno scorer come Derek Needham sia invece riuscito a migliorare il proprio gioco, divenendo un giocatore diverso ma più completo, proprio grazie al beneficio del lavoro di gruppo.

L’armonia di squadra e il saper distribuire le responsabilità, coinvolgendo tutti, ha fatto sì che la Grissin Bon conquistasse la Regular Season al termine del girone d’andata con la larga vittoria nel derby con la Virtus, una gara in cui un canestro dall’angolo da 3 di Stefano Gentile, nato da un azione corale in cui tutti i 5 toccarono la palla, testimonia appieno il concetto di “squadra cooperativa”, sostenuta da quasi 2.000 reggiani.

12 a referto+1 sugli spalti= squadra.

Nemmeno il nostro concittadino Lazzaro Spallanzani poteva prevedere una scienza esatta del genere.

Ci sono stati i momenti di difficoltà, tra cui le due sconfitte contro Avellino in Coppa Italia e in Gara 4 (-43 di scarto), ma, come dimostra la prestazione contro Milano, la Grissin Bon, nella massima difficoltà, ha sempre prodotto il massimo sforzo, anche con debuttanti quali Parrillo (l’affetto per lui fa capire bene il concetto di unione), BonaciniStrautiņš. Non tutti ricorderanno la gara di EuroCup nella bolgia di İzmir/Smirne, gara persa lottando in 7 effettivi contro i Campioni di Turchia. Quando si dice “fino alla fine forza Reggiana…” si intende questo, perché quella larga sconfitta diede comunque un grande risultato in termini mentali a quel gruppo così martoriato dagli infortuni.

Foto Francesca Soli - LaPresse 04 04 2015 Reggio Emilia (Italia) sport basket Campionato Basket 2014-2015 Grissin Bon Reggio Emilia vs Umana Reyer Venezia Nella foto: Kaukenas esulta dopo la tripla della vittoria Photo Francesca Soli - LaPresse 04 04 2015 Reggio Emilia (Italy) sport basket Basket League 2014-2015 Grissin Bon Reggio Emilia vs Umana Reyer Venezia In the pic:

Le criticità più dolorose sono state le scarpe appese al chiodo di Rimantas Kaukėnas e il ritorno in Lituania di Darjuš Lavrinovič, due avvenimenti consecutivi che lasciavano presagire un grande ridimensionamento non tanto negli obbiettivi e nel talento della squadra, quanto più nella sua anima vera e nella sua mentalità più profonda. La Grissin Bon di fine 2016 ha sicuramente una dose inferiore di talento e alcune problematiche strutturali che la gara contro Milano ha coperto, ma ha mantenuto quell’anima e quella cattiveria importata qui da Mike prima, da Rimas (esperienza e carica fondamentale in quell’Eurochallenge) e quindi da DarjušLešić e James venivano da prestazioni scarse, eppure contro Milano sono stati decisivi, caricatisi dopo il sostegno del pubblico a loro favore. Questa è la vittoria più grande della Reggio del 2016: l’aver creato una realtà che insegna una pallacanestro e un tifo unici in tutto il nostro paese, una città a misura di giocatore e di uomo.

L’anima di Reggio insegna la mondo del basket che, come intitola Jasikevičius la sua autobiografia, “vincere non basta”, perché il successo e i progetti duraturi ed efficienti si costruiscono passo dopo passo, grazie agli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto grazie alla “pasion de moltitudes”, la passione popolare ben radicata.

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Il 2016 ha visto l’approvazione di un progetto di ampliamento del PalaSport di via Guasco, dopo più di vent’anni di discorsi in questo senso, e l’acquisto da parte di WeArena di uno spazio attiguo alla Stazione Mediopadana dove costruire un PalaEventi, in cui in futuro, e si parla col condizionale, lo sport reggiano indoor potrebbe pensare di trasferirsi. Sono convinto che queste valutazioni siano state spinte soprattuto dal grande sostegno popolare, poiché del resto non si può pensare di negare ancora a lungo la possibilità a tanti di vivere dall’interno la “Rivoluzione Reggiana”. 15.000 in tre gare a Bologna, in 3.500 ogni domenica in via Guasco…la Rivoluzione Reggiana nel mondo del basket parte da qui.

Un 2016 che rimarrà per sempre un turning point della storia del basket reggiano si avvicina alla sua conclusione. Non sono arrivati trofei e le difficoltà sono state tante. E’ arrivata la conferma che Reggio Emilia è una realtà unica in tutta Italia, per progetto, seguito e risultati umani, che sì non conteranno ora nulla in termini di bacheca, ma rappresentano basi solide per il futuro. Il 2016 biancorosso recita a grandi lettere che “NOI CI SIAMO”, e non abbiamo voglia di fermarci.

“Don’t stop me now, ‘cause I’m havin’ a good time. I don’t want to stop at all!” cantavano i Queen