Dalla neve di Vancouver al parquet di Via Guasco: lo slalom speciale del “nostro” Giuliano Razzoli

Si è laureato campione olimpico ai XXI giochi olimpici invernali di Vancouver 2010 in slalom speciale, dieci podi in Coppa del Mondo, più molteplici riconoscimenti tra cui Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana e, “soprattutto”, tifoso della Pallacanestro Reggiana. Poco più di un mese fa ha subito un grave infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro durante la discesa di Kitzbuehel (Austria), sette giorni dopo uno splendido secondo posto conquistato a Wengen. Ho avuto il piacere di scambiarci due chiacchiere al telefono e ho conosciuto un ragazzo disponibile, simpatico e che mi ha messo subito a mio agio con un paio di battute. E da lì parte questa intervista a Giuliano Razzoli…

 

27-2-2010: una cosa che ti ricordi prima della gara, una tra la prima e la seconda manche, e una dopo…

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Di prima senza dubbio la sveglia che avevo messo alle 4.40 (e segue una risata al telefono); ho finito in testa la prima manche e quindi le aspettative di tutti erano ovviamente altissime. Mi ricordo la grande concentrazione e dato che dovevo trascorrere quattro ore, ho detto al mio skiman di appoggiare i borsoni nella skiroom e mi ci sono sdraiato sopra per riposarmi un po’. Poi appena prima della seconda discesa mi ricordo che stavo partendo, ma mi hanno bloccato per alcuni secondi, l’attesa non finiva mai. Una volta tagliato il traguardo, ho sentito il boato dei miei tifosi, ho visto il tabellone sulla destra ed ho provato una gioia indescrivibile.

Quando si scende, oltre alla ovvia concentrazione, c’è spazio anche per l’incoscienza?

Si. Incoscienza nel nostro mestiere ce ne vuole, e tanta. Devi essere molto concentrato, preciso, ma devi anche essere disposto a rischiare tutto. Per poter vincere devi essere disposto a rischiare di poter perdere; qualche medaglia mondiale “l’ho buttata via” proprio perchè non mi accontentavo di un buon piazzamento.

Non credi che a volte lo sport sia crudele? Ovvero ti dà una grandissima gioia, con uno splendido secondo posto, e ti toglie sette giorni dopo?

Si, è molto cattivo perchè dopo un paio d’anni difficili mi sentivo nuovamente al top, avevo fatto una grande prova a Wengen, stavo piuttosto bene, ero all’apice della carriera; ri
spetto anche al sopracitato 2010 mi sentivo più forte, sicuramente più completo. Ironia della sorte è proprio così.

Come procede la riabilitazione e come ti senti?

Bene, direi molto bene. Ho fatto una prima parte di riabilitazione a Fontanellato,mentre ora sono a Forlì; sono contento di come sta procedendo il recupero, i tempi vanno rispettati, ma passo tutto il giorno ad allenarmi tra piscina, corsa, potenziamento muscolare, massaggi e fisioterapia.

Oltre a ritornare il prima possibile alle gare, qual è il tuo obiettivo nel medio periodo?

Tornare a novembre nelle condizioni migliori possibili, ma che chiaramente non saranno ottimali dato il lungo periodo di stop. Avrò davanti a me tre anni molto importanti tra Coppa del Mondo, le Olimpiadi e due Mondiali.

Come nasce la passione per la pallacanestro?

Partiamo dal fatto che gli sport mi piacciono tutti, tant’è che molti quando riesco li guardo in tv. Da piccolo il mio amico vicino di casa aveva un canestro in cortile e spesso ci trovavamo a giocare come qualsiasi ragazzino; mi divertivo, giochicchiavo. Poi ultimamente devo ammettere che nel basket si sente molto la reggianità: tutta la società è di Reggio, molti ragazzi del settore giovanile in prima squadra e questo crea simpatia. Faccio il tifo, e neanche poco, sono piuttosto informato e coinvolto.

Ci sono a tuo avviso punti di contatto tra due sport apparentemente così diversi?

No, a prima vista non ne vedo, anche se la passione che li caratterizza è la medesima. Sono due sport molto divertenti e direi
che vedere i tifosi felici è la cosa più bella, quella che gratifica di più uno sportivo.

Ti abbiamo visto spesso al PalaBigi. Come hai vissuto i playoffs della scorsa stagione?

C’ero in tutte e quattro le gare di finale, i playoffs sono stati super, peccato l’ultima partita perchè ci son rimasto proprio male. Solitamente la mia stagione finisce in concomitanza con quella della regular season, l’anno scorso invece sono andati fino alla fine; io avevo tempo ed è P1000622 copia 2stato molto divertente. Anche qui però mi riallaccio al discorso di prima e cioè che lo sport è molto crudele.

Cosa ti piacerebbe fare una volta conclusa la carriera sportiva?

Sinceramente sono molto concentra
to sulla mia carriera e penso a ciò che devo fare per tornare nella miglior forma, poi si vedrà. Voglio tornare più forte di prima.