Alla ricerca della continuità

L’ Epifania tutte le feste porta via, speriamo non si porti via anche il bel gioco della Pallacanestro Reggiana. La squadra di Menetti durante le feste si è imposta in tutti e 3 i match casalinghi disputati. Mai quest’anno siamo andati oltre le 3 vittorie consecutive ed ecco perché la gara di questa sera sarà a mio avviso fondamentale. Fondamentale per dare una continuità ai risultati, fondamentale per poter tornare a sognare nel prosieguo della stagione. Il nostro avversario è l’attuale fanalino di coda del campionato, l’Happy Casa Brindisi.

Brindisi, dopo un inizio di stagione da candidata alla retrocessione con 2 soli successi in 11 giornate, ha esonerato coach Dell’Agnello affidando la panchina all’ex Torino Frank Vitucci. Nelle prime 3 partite alla guida della squadra l’allenatore veneziano è riuscito ad ottenere un solo successo, domenica scorsa contro Varese dopo un tempo supplementare, ma sia a Capo d’Orlando che a Cremona la squadra pugliese aveva dato segnali di ripresa, sopratutto in attacco.

Il playmaker è Nic Moore, ingaggiato a Novembre prima di tagliare definitivamente Anthony “Cat” Barber. Moore era stato a Brindisi anche la scorsa stagione, ma in estate era passato al Nanterre anche se dopo qualche mese è tornato nella squadra che l’aveva lanciato nel basket europeo. In queste prime 7 gare viaggia a 13.4pt col 32% da 3 (anno scorso miglior tiratore del nostro campionato) e 4 assist di media. La posizione di guarda è occupata da Scott Suggs, proveniente dal Manresa, squadra che milita in seconda divisione spagnola. Suggs apporta 10 punti a partita alla sua squadra ma è un penetratore più che un tiratore. Il giocatore con maggiore esperienza nel roster brindisino è sicuramente Milenko Tepić. L’ex Partizan, Pana e Siviglia l’anno scorso ha giocato a Capo d’Orlando. Grande esperienza, ma poco prolifico dal campo, anche il serbo può essere battezzato dalla lunga distanza.

Il 19 di novembre dopo il successo contro la Virtus il PalaPentassuglia ha dovuto salutare Brian Randle che a soli 32 anni ha dovuto abbandonare il basket giocato a causa del morbo di Crohn. Per sostituire il giocatore forse di maggior talento è arrivato Donta Smith. Ala grande americana proveniente dal campionato portoricano dove viaggiava a 12 punti di media con 5.5 rimbalzi e altrettanti assist. Smith ha giocato anche in NBA con Atlanta ed all’Hapoel Gerusalemme disputando match di Eurocup. Tra le rivelazioni del nostro campionato va sicuramente inserito Cady Lalanne. Il giocatore haitiano è stato draftato nel 2015 dai San Antonio Spurs (ha poi giocato in D-League). Le stagioni successive le passa in Sud-America ed in Cina dove continua a mostrare le sue qualità. Ora Cady è arrivato in Europa e sembra intenzionato a conquistarla. Ancora acerbo in diversi movimenti e scelte, è comunque il miglior realizzatore della sua squadra con quasi 16 punti di media (60% da 2 e 35% da 3) conditi da ben 9,6 rimbalzi a partita nonostante i “soli” 208cm.

Ad uscire dalla panchina troviamo un veterano del nostro campionato, Marco Giuri. Play/guardia che conosciamo bene in quanto l’ottobre scorso a Caserta ci giustiziò con la tripla del +3 a 4” dal termine e stoppando Gentile sul possesso successivo. Gioca 20’ di media e, se in serata, può fare male. Confermata dopo la scorsa stagione la guardia/ala classe 1997 Blaz Mesicek. Il giovane talento sloveno quest’anno si sta ritagliando i suoi spazi in campo; quasi 24 minuti di utilizzo medio conditi con 8.3 punti a partita. Gli ultimi giocatori a trovare qualche minuto in campo solitamente sono il nigeriano Obinna Oleka e Marco Cardillo, il cui minutaggio però è in calo dopo il cambio in panchina. Anche il centro classe 1986 Matteo Canavesi ha trovato minuti in qualche partita ma è ai margini delle rotazioni. Uno dei motivi per cui Brindisi attualmente occupa l’ultimo posto con lo stesso record di Pesaro è sicuramente il roster corto; se riuscissimo a fare un parziale importante nei primi 15 minuti allora la partita potrebbe essere in discesa. Un errore da non fare comunque è quello di sottovalutare l’avversario e continuare a difendere come nelle ultime gare.

La parola d’ordine oggi deve essere vincere.  Vincendo potremmo ancora ambire a partecipare alle Final Eight di Firenze, obiettivo utopico dopo le prime giornate di questo campionato e scacceremmo quasi definitivamente gli spettri della retrocessione che aleggiavano in Via Guasco a Novembre.

Dobbiamo vincere perché le vittorie contro Bayern, Cantù e Limoges non possono e non devono rimanere una bella storia di Natale, ma devono essere il principio di un 2018 Biancorosso!