Appunti, tra sogni e certezze.

Ho guardato entrambe le partite del torneo di Parma, che unito a quanto visto nelle precedenti uscite mi hanno permesso di avere una primissima idea della squadra che sta nascendo, per quanto le indicazioni delle partite prestagionali siano assolutamente da soppesare con giudizio, evitando facili entusiasmi.

Secondo me siamo una buonissima squadra.

La chiave principale azzardo possa essere l’equilibrio e la sinergia tra Della Valle e Nevels. Quest’ultimo sembra davvero una bella pescata ed è certamente più che una riserva. Gli piace avere la palla in mano, gli piace tirare. Diverse cose in comune con Amedeo quindi.
A proposito, la combo che cercavamo, alla fine l’avevamo già in casa, dato che di fatto tra i due, quando sono in campo entrambi, la gestione compete principalmente all’italiano. Dispiace un po’ per Candi che dovrà faticare ancora di più per trovare il proprio spazio, salvo che il coach non voglia ricorrere spesso al quintetto piccolo, con il bolognese facilmente sul 3 avversario quando si tratta di difendere. Come si suol dire però, la stagione sarà lunga (strizzata ammessa) e uno del suo talento avrà certamente modo di rendersi utile.
Mi piace sottolineare la voglia e anche l’impegno che Amedeo, detto Marco Stefano per via delle ultime performances belinelleggianti, sta mettendo anche in difesa, forse contagiato da un attitudine che sembra comune a tutta la squadra o forse perché l’ADV 2.0 vuole davvero essere un giocatore più completo. In ogni caso, molto bene comunque.
L’inserimento di Markoshvili me l’aspetto piuttosto semplice perché si tratta di un giocatore esperto e assolutamente altruista e di sistema. Non sono quindi preoccupato del suo impatto sugli equilibri che stanno nascendo nella squadra. Dietro lui, avrà modo di crescere De Vico che per quel poco abbiamo visto sembra aver più mano e più personalità del pur volitivo Strautins.
Sul Musso personalmente avevo e ho zero dubbi. Rispetto alla “vecchia gestione”, meno esperienza ma molto più talento.
Ed eccoci ai lunghi. Se Riccardo sarà la solita certezza, pur con i suoi pregi e i suoi difetti, Reynolds sembra essere sempre più la famigerata scatola di cioccolatini, tanto cara a Forrest Gump, nel senso che nessuno “sa mai quello che ti capita”. Io rimango fiducioso e convinto che di talento ne abbia da vendere e che pian piano saprà imporlo.
Rimane Vene. Personalmente non mi fa impazzire nel senso che mi sembra il classico giocatore bravino in tutto ed eccezionale in nulla. Questo però non vuol dire che non possa comunque essere il giocatore giusto nel nostro sistema. In fondo, gli riconosco di essere un giocatore intelligente e di ottime letture. Magari si rivelerà un perfetto equilibratore del nostro gioco non essendo certamente un giocatore egoista, integrandosi così con la squadra che sembra decisamente a “trazione anteriore”. Ovviamente questa è la versione più ottimista. In quella meno positiva, i nostri avversari banchettano nella nostra area con rimbalzi offensivi come se non ci fosse un domani. Speriamo bene.

Infine manca, forse, l’ultimo tassello. Il famigerato “4” che doveva essere Moser, sognavamo potesse essere Wright e che invece con buona probabilità sarà Sanè o qualcuno di quel (discreto) livello.

Venerdì si torna in campo. Altra amichevole, contro l’Olimpia Milano. Magari vinciamo e magari a qualcuno vien voglia di mettere da parte la ragione e, per l’ennesima volta, dare spazio alle emozioni. Difficile, difficilissimo. Certamente non lo pretendiamo ma sognare non costa nulla.