Da Bolzano all’NCAA: l’American Dream di Alessandro Lever

NCAA. National College Athletic Association.

Un mondo ricco di fascino, di modernità, di un’organizzazione che in Italia possiamo solamente guardare a bocca aperta… Il tutto per squadre studentesche.

Esattamente, perché negli Stati Uniti ogni ateneo ha una propria selezione, composte in parte da atleti reclutati con borse di studio (scholarships), in parte da studenti selezionati tramite una lunga serie di selezioni per entrare in squadra, chiamati “walk-on“, a metà fra mascotte e figure idolatrate dal proprio pubblico.

La student section del college di Notre Dame, Indiana.

Il college basketball è tradizione, follia, aggregazione, rivalità e basket a 360 gradi. Mettete tutto questo insieme e il risultato si chiama March Madness, teatro del torneo NCAA a 64 squadre, conclusosi quest’anno con il trionfo di North Carolina (college di Jawad Williams) su Gonzaga nella Final Four davanti a 80.000 persone. Un po’ come se in Italia l’Unimore affrontasse la Luiss di Roma a San Siro, per intenderci.

Entrare in questo universo proibito, per gli europei, non è affatto semplice. Il primo è stato Kresimir Cosic coi mormoni di Brigham Young, poi è venuta l’era dei lituani, fra cui Rimas, e infine l’invasione degli europei, a Gonzaga e St. John’s, per esempio.

C’è, però, una probabilità elevatissima che un altro ragazzo della Pallacanestro Reggiana segua le orme di Federico Mussini e compia il grande salto al di là dell’Oceano.

Il Trentino-Alto Adige non ha mai avuto feeling con la palla a spicchi, che nelle vecchie terre di Druso è sbarcata solamente negli ultimi anni grazie all’ascesa dell’Aquila Trento, un successo che in Sudtirol arriva come gli echi delle Gallie a Roma.

I primi punti in Serie A di Lever

Bolzano è pane, montagne e hockey, ma ha dato i natali a due dei talenti più promettenti del nostro sport come Simone Giannelli, argento a Rio col volley, e Alessandro Lever, capitano dell’Under 20 di coach Slanina. “Hic sunt patriae signae“, “Qui sono i confini della patria” recita il monumento alla vittoria che tanto divide questa regione.

Cresciuto in una famiglia di cestisti (fondatore dell’US Piani il nonno Donato, allenatore papà Franco, ex giocatrice la madre Annalisa), per Alessandro iniziare a giocare a basket è stata una tappa naturale, spostandosi da Mezzocorona a Bolzano per allenarsi. Ad allenarlo nei primi anni delle giovanili è suo padre Franco, nell’US Piani, dove ben presto capiscono che quel 13enne di 1.90 ha qualcosa in più degli altri. Arriva la prima convocazione in Nazionale, che attira su di lui Biella, Stella Azzurra e Pallacanestro Reggiana.

Da Kaukenas a Mussini, passando per Della Valle: Reggio negli atenei americani.

Il lungo bolzanino approda nella foresteria a due passi dal centro tre stagioni fa, continuando gli studi all’Istituto Secchi al polo di via Makallè, dove a giugno dovrà vincere la partita con gli esami di Maturità, sperando in una chiamata dell’Under 20 azzurro per gli Europei di Creta di luglio, per dare seguito all’esperienza di dicembre con l’Under 18 conclusasi col bronzo grazie a una serie di prestazioni di alto livello (Video Highlights da basketcoach.net).

Dopo l’esordio con Avellino lo scorso anno con 3 secondi sul parquet, questa stagione sono arrivati per lui anche i primi punti nella gara del Bigi contro Brindisi, con una tripla, e ritorno in difesa con un sorriso a trentasei denti.

La partita più bella con i “grandi” resta però l’amichevole contro l’Aquila Trento, in quel PalaResia della sua Bolzano, patria della Neruda Volley, così vicino, a poche vie, dal vecchio PalaMazzali dove si allenava da ragazzo, ma mai così lontano allora. 4 punti, ma 4 punti che valgono tanto davanti alla tua gente e a tutta la tua famiglia, presente al completo in tribuna.

 

Le prestazioni di Lever con la maglia azzurra hanno attirato su di lui i lunghi fari degli scout NCAA, che hanno iniziato a seguirlo, proponendogli di iniziare un percorso universitario nel loro ateneo, coniugando studio e sport. Si parla di Georgia Tech, ex ateneo di Chris Bosh, e di un college in forte ascesa.

Lever agli Europei Under 18, contro la Germania

Dalle ultime notizie, infatti, l’interesse più deciso è stato quello della Grand Canyon University, dove Lever sarebbe allenato dall’ex NBA di origini slovene Dan Majerle; il campus è situato alla periferia di Phoenix, Arizona, e conta quasi 20.000 studenti, 500 dormitori e 125 aule. L’arena in cui disputano le proprie gare interne i Lopes può ospitare 7.000 spettatori, di cui 1.500 riservati agli studenti del campus nella Havoc Section. Una grande opportunità per Lever per continuare a crescere in un ateneo che ha intenzione di espandersi e puntare sui giovani europei.

 

Non resta che recitare quella formula magica del commitment (“I officially commit to the University of…”) per fugare ogni dubbio, e lasciare spiccare il volo al sogno americano di un ragazzo reggiano dell’Alto Adige. Là, dove le aquile delle Dolomiti incontrano la Bald Eagle…