Buducnost Voli – Grissin Bon: le pagelle

GRISSIN BON

Mussini 6: Due bombe da “vero” Musso ci illudono di aver ricomposto gli Splash Brothers; invece, proprio quando il giovane reggiano sembra essersi sbloccato, scompare dai radar. Segni di ripresa, ma ancora non basta.

Wright 5,5: Sembra l’emblema del “vorrei ma non posso”. La sua testa gira già a una velocità cestistica sconosciuta ai più, e a volte anche le sue esecuzioni, non fosse per l’esito sovente infelice (2/9 dal campo e soli 3 rimbalzi in 22′). E’ un faro senza dinamo, speriamo che si riattivi proprio a… Sassari.

Candi 5: Spesso inquadrato, trasmette spaesamento. Se il salto di categoria sembra già una scalata abbastanza impervia, l’Europa lo è a maggior ragione. Starovlah, di un anno più giovane, fa vedere cose migliori. Leonardo, se ci sei batti un colpo.

Della Valle 7,5: Altra prestazione degna di nota per il talento di Alba, pur vana. Questa volta Menetti non lo toglie nel quarto conclusivo, ciò nonostante anche lui viene meno quando più conta. Sta bene e si vede. Meglio di così non si può? La cosa bella, per nostra fortuna, è che può fare ancora meglio.

Reynolds 5: Il migliore dei nostri a rimbalzo con 6 carambole (per forza, tra i lunghi è l’unico che salta!) ma in campo è indisciplinato: in attacco ha un discreto repertorio, ma vuole strafare; in difesa vive fuori posizione e per tentare la stoppata finisce sempre per non proteggere a sufficienza il ferro. In più, sembra aver perso anche quell’esuberanza fisica degli esordi. C’è tanto da lavorare, forse troppo.

Markoishvili 4,5: Il georgiano è l’altro leader deputato che ancora non ha risposto presente all’appello. Rompe il ghiaccio con la bomba che avvia la minirimonta, salvo poi commettere un antisportivo imperdonabile per uno della sua esperienza. Deve ritrovare in fretta lo smalto, altrimenti non serve.

Cervi 5,5: Menetti cerca di dosarlo sperando di avere più intensità dal lungo reggiano, ma questo avviene a intermittenza e a turno i lunghi avversari lo caricano di falli, neutralizzandolo. Bene solo a rimbalzo d’attacco, maluccio nel complesso.

Nevels 6: Big Impact, volume 2. Nel primo tempo, il suo ingresso è decisivo nel completare la rimonta e mettere la freccia. Bomba, poi canestro da rimbalzo d’attacco preso a una quota da pallina rimbalzina. Purtroppo nemmeno lui dà continuità al buon avvio, complici anche i pochi minuti giocati.

Sané 6: Pare ormai sempre più seria la sua candidatura a uomo dei tiri ignoranti: a volte la va, a volte la spacca. Non ha particolari colpe, né meriti: dà una mano come può e tutto sommato non demerita.

De Vico 6,5: Big Impact, volume 1. Entra determinato come ancora non l’avevamo visto e con due giocate di energia e sfrontatezza trascina i compagni nel ricucire lo strappo subito inizialmente. Non aspettatevi un giocatore che colpisce in punta di fioretto… Piuttosto, una bella spallata e passa la paura! Concreto.

Menetti 5,5: Va avanti per la sua strada, e nonostante un inizio da sudori freddi a un certo punto sembra pure avere ragione. Ma tutto sommato, in una squadra che cerca equilibri, avere dei capi saldi ha la sua importanza. Però… Però nel basket esistono almeno novanta tipi di rimesse, potrebbe essere il momento di pescarne dal mazzo qualcuna più fortunata. Però… Però non si può non notare che ogni uscita dai timeout, da parte dei suoi, sembra un ammutinamento. Ma che gli dice?

BUDUĆNOST VOLI

Ivanović 8: Lo abbiamo conosciuto a Capo d’Orlando, dove non ha fatto rimpiangere Fitipaldo. Stasera abbiamo capito il perché. Partita sontuosa, è lui l’MVP.

Šehović 6,5: Giocatore in parabole discendente, ma concreto, ancora in grado di piazzare qualche zampata.

Barović 6,5: Inevitabilmente appariscente, è una bella gatta da pelare per i nostri lunghi, pur non essendo certo un fenomeno.

Starovlah 6,5: Classe ’98, in pochi minuti di utilizzo fa cose importanti, come il fisico di cui è dotato. Da seguire.

Gordić 7: Non è il Gordić degli anni migliori, ma avercene… Quando conta sale di tono e ci fa molto, molto male. Sfiora la doppia doppia distribuendo 9 assist.

Ilić 6,5: Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle molto strette.

Nikolić Z. 5,5: meno mobile del pariruolo Barovic, fa un paio di buone cose in avvio poi esce di scena.

Gibson 7,5: Tomo tomo, cacchio cacchio, infila una partita da 16+5+5. Serpente piuttosto velenoso.

Landry 6,5: E’ in campo sia nel break iniziale che in quello che ci condanna alla sconfitta. Questo spiega la scelta di Džikić di panchinarlo dopo il secondo fallo e scongelarlo solo a match inoltrato. Qualcuno deve avergli detto che la vendetta è un piatto che va servito freddo.

Nikolić D. 5,5: Imita l’omonimo, partendo forte e sparendo alla distanza.

Džikić (coach) 6: La sua barca resta a galla nel momento di difficoltà e torna agevolmente in porto, sia per meriti propri che per demeriti degli avversari. Un grande Bellezza.