EA7 Milano- Grissin Bon: il match

Alla Scala del basket va in scena lo scontro tra le prime della classe: l’Emporio Armani Milano scende in campo per consolidare il primato in classifica, Reggio per agganciare in vetta i milanesi e riportarsi in testa grazie al vantaggio nel confronto diretto.

Col grande ex di turno Andrea Cinciarini fuori per infortunio, Milano rinuncia anche a Sanders, uno dei grandi innesti del mercato invernale meneghino insieme a Kalnetis e Batista, acciaccato. Per Reggio ancora out Stefano Gentile, che rimanda ulteriormente il primo scontro diretto col fratello Alessandro dopo il forfait dell’andata, e Lavrinovic.

I padroni di casa partono così con Kalnetis-Jenkins-Simon-Macvan-Batista; Reggio risponde con lo starting five già proposto nelle ultime uscite, formato da De Nicolao-Aradori-Kaukenas-Polonara-Veremeenko. E’ Simon a rompere il ghiaccio con un bel canestro in sospensione, ma subito dall’altra parte due extra pass regalano ad Aradori una comoda conclusione da 3 punti che il bresciano non può che mettere a segno. Aradori che poco dopo non si fa mancare nemmeno un incredibile circus shot sulla sirena che gli arbitri annullano dopo avere consultato l’instant replay.

L’avvio è vorticoso: Milano si porta avanti subito (8-3) ma Reggio non perde la calma e sull’asse Kaukenas-Veremeenko si riporta a contatto e rimette la freccia con una bomba di Polonara. Le sportellate sotto canestro tra Batista e Veremeenko si sentono fino al Teatro della Luna, ma è il nostro idolo a pagare dazio finendo subito in panchina con due falli.

E’ il momento di Golubovic ma soprattutto di Amedeo Della Valle, che appena entrato piazza una tripla e ingaggia il duello all’ultimo sangue con Kruno Simon che segnerà tutta la contesa. Il piemontese si permette il lusso di ciuffare la palla dal palleggio al più esperto croato per il più facile dei layup; il numero 43 milanese non si scoraggia e anzi si carica sulle spalle la squadra di casa dopo il primo mini allungo reggiano firmato Silins e Golubovic (22-28) e con 4 punti a fila manda i suoi al primo intervallo breve sotto di appena due lunghezze.

Il secondo quarto inizia da dove avevamo interrotto, ovvero nel segno di Simon, che riporta avanti Milano, ma una bomba di un positivo Silins ci lascia in corsia di sorpasso; sorpasso completato da 4 punti di fila di un particolarmente coinvolto Golubovic che convincono Repesa a chiamare timeout. E fa bene: Milano mette a segno un mini break di 6-0 e si riporta avanti, con l’attacco reggiano che sembra avere perso la fluidità iniziale complice anche un tentativo di quintetto lungo con OJ insieme a Polonara e a Vova che non paga dividendi.

Per il finale rientrano così Adv e Rimas, ma è soprattutto Golubovic a ridare profondità al nostro attacco e punti alla squadra (saranno 10, alla fine, i suoi punti). Il primo tempo si chiude con due liberi di Amedeo che impattano sul 43 pari.

La ripresa vede Gentile in campo per Milano, ed è proprio lui con un paio di azioni di fisico a mettere punti in cascina mentre Reggio continua a pasticciare in attacco. Ci vogliono il secondo acuto di un Polonara non al suo meglio stagionale, e l’ennesima tripla di AdV, per riportarci nuovamente avanti. Adesso è il motore di Milano che, dopo un buon avvio di ripresa, batte in testa, ma Reggio commette l’errore di non approfittarne e una dormita difensiva concende a Lafayette l’extra possesso che riporta Milano a contatto. La partita ormai va avanti a strappi, e la seconda parte di quarto è appannaggio dell’Olimpia che torna avanti di 6 lunghezze, salvo poi vanificare il piccolo allungo con due possessi sciagurati che permettono a Kaukenas e ancora a Della Valle di ribadire l’equilibrio visto fino a questo momento. Al 30′ è 62-61.

Nel frattempo, Simon non ha gettato la spugna di fronte alla grande serata del numero 8 in maglia bianca e anzi apre il quarto conclusivo con la seconda bomba della sua serata. Dalla sua, Reggio resta a contatto con un’altra bomba di Silins, ma al contempo inizia a dare l’impressione di averne di meno, nonostante il punteggio la veda ancora sostanzialmente appaiata. L’EA7 trova in questo momento un nuovo protagonista, Mantas Kalnetis, che decide di uscire dal letargo e di mettere a segno canestri importanti. Cerella leva dal ferro una conclusione di OJ che altrimenti sarebbe entrata: quel tanto che basta per far strappare una ventina di mutande e almeno un paio di boxer griffati.

Reggio non si dà per vinta, e con una pentrazione di pura tecnica (o al rallentatore, decidete voi) di Aradori impatta sul 73 pari a 5′ dal termine. Kalnetis mette a segno la sua unica conclusione dai 6,75 della serata, mentre dall’altra parte Rimas e Amedeo sbagliano due buoni tiri dall’arco. Stavolta è Milano a non approfittarne: Simon pasticcia nel tentativo di servire Batista sotto canestro e dall’altra parte Amedeo si guadagna una gita in lunetta : 2 su 2 e -1 Reggio a 2’40” dal termine.

Simon non sbaglia due volte: penetrazione e 2 punti per il nuovo +3 Milano, ma Amedeo non ha ancora finito le sue cartucce e dall’altra parte del campo manda al bar proprio il croato con una finta e impatta dall’arco sul 78 a 78. Sembra non finire mai, ma è sul più bello che a Reggio si spegne la luce: Batista spariglia dalla lunetta con un 1 su 2, ma nella metà campo milanese proprio De Nicolao, che all’andata fu decisivo per la vittoria reggiana, perde l’ennesimo pallone della sua serata cercando maldestramente Veremeenko con un passaggio schiacciato che viene recuperato dalla difesa.

L’Olimpia trova dall’altra parte 2 facili con Batista e si porta avanti di un possesso pieno; Aradori, con un persa sanguinosa, sembra affossare definitivamente le speranze di Reggio di portare a casa il match ma Milano non spezza il grissino e anzi manda in lunetta Kaukenas che, freddo, riporta Reggio a una sola incollatura. Ma è proprio Rimas, sulla rimessa che segue il timeout milanese, a compiere il suo quinto fallo e mandare in lunetta Simon che, chirurgico, segna due volte. E’ il turno di Max Menetti di chiamare timeout, ma questa volta l’esito non è quello sperato: nella confusione dell’ultimo attacco, Silins perde la cognizione del tempo e dello spazio e spara un inutile tiro da due punti dall’angolo che trova solo il ferro.

Milano porta a casa una partita molto combattuta, dimostrando di avere già smaltito le scorie dell’eliminazione dall’Eurocup e di poter fare a meno di due giocatori del calibro di Sanders e Cinciarini. Con la contemporanea sconfitta di Cremona sul campo della Virtus Bologna, Reggio non paga dazio conservando il secondo posto con 2 punti di vantaggio sulle dirette inseguitrici (Cremona e Avellino) e il vantaggio negli scontri diretti.

La sensazione, restituita anche dal punteggio sul doppio confronto, è che tra queste due squadre regni un grande equilibrio e proprio il recupero degli assenti potrebbe rivelarsi decisivo per l’una o l’altra compagine.

Reggio ha pagato la serata no di De Nicolao e qualche errore di troppo dei suoi giocatori di punta Aradori, Kaukenas e Polonara, pur trovando però segnali confortanti da Silins e soprattutto Golubovic, forse colpevolmente dimenticato in panchina da Menetti nel finale di partita.