Forever and Lever: Life at GCU

Ciao ragazzi!

Eccoci alla seconda puntata di Forever and Lever, la rubrica che farò quest’anno su Pallaconestro per raccontarvi un po’ della mia esperienza al college in Arizona, alla Grand Canyon University, dove sono allenato dall’ex giocatore dei Suns e del Dream Team II Dan Majerle.

Con la prossima partita nella casa di Illinois finirà la prima parte della stagione, quella composta dalle partite di non conference, in preparazione alla Regular Season della nostra conference (la Western Athletic Conference qui chiamata da tutti WAC). Se si escludono le sconfitte subite da Louisville  (in un palazzetto incredibile da 22.000 persone…)  e St. John’s, la stagione sta procedendo alla grande. Sto pian piano trovando il mio ruolo e mi sto ritagliando il mio posto in squadra, tant’è che, da quando i telecronisti hanno iniziato a soprannominarmi “The Italian Stallion” come Rocky Balboa, tutti mi chiamano così.

Come pensavo le partite casalinghe nella Grand Canyon University Arena sono fantastiche, sono presenti sempre sui 7000 spettatori e ovviamente gli Havocs (il nome sotto il quale gli studenti si riuniscono) vanno in visibilio durante le partite. E anche fuori dalle partite, non appena ti vedono. L’atmosfera mi va venire sempre la pelle d’oca, il mio cuore batte sempre a mille. Un ambiente completamente diverso dai vicini Phoenix Suns (ho visto dal vivo Lonzo Ball, e confermo. Tira davvero così…).

Pensate che assistere alle nostre gare è sempre gratuito, perciò chi prima entra meglio alloggia: gli Havocs, addirittura, piazzano le tende fuori dall’arena per assicurarsi i posti più vicini al campo non appena aprono le porte… Addirittura una volta, sugli spalti, è comparso un cartonato della mia faccia.

A proposito di cartonati, dovete sapere che nel nostro campus ci sono studenti incaricati di far rispettare le regole ferree che vigono in ogni palazzina per il quieto vivere di tutti. Bene, nell’edificio dove alloggio io, appese al soffitto c’erano alcune decorazioni a tema Spongebob che qualcuno ha pensato bene di togliere senza dire nulla a nessuno. Risultato? Il mattino dopo, fuori dalla porta principale, troviamo un cartello che ci comunica una sanzione per “aver levato le decorazioni di Spongebob”: per 30 giorni non abbiamo potuto far entrare nessuno di esterno a noi inquilini del palazzo. Che dire, grazie Spongebob!

Con il 6 gennaio inizierà la parte di partite di conference e non vedo sinceramente l’ora. La prima di questa sarà a Seattle, contro i Redhawks alla KeyArena dove un tempo giocavano i Sonics, e mi scontrerò contro gli italiani Scott Ulaneo e Mattia Da Campo, entrambi ex Stella Azzurra Roma.

Ah si, l’ultima partita che abbiamo giocato contro Morgan State si è tenuta nella Orleans Arena, a Las Vegas, dove a marzo giocheremo il torneo della WAC. Ho avuto anche l’occasione di visitare la Las Vegas Strip, la via dove ci sono i principali hotel della città, quelli che si vedono nei film, e sono rimasto senza parole. La città del Nevada è un posto magnifico.

A presto,

Alessandro