Grissin Bon: anatomia di una squadra

Dopo settimane di apparente calma, in cui il mercato della Pallacanestro Reggiana era in stato di provvisorio congelamento come Han Solo ne “Il Ritorno dello Jedi”, negli ultimi due giorni è arrivata la conferma di Jalen Reynolds, che ci permette di dare un primo sguardo al roster che si va formando per la prossima stagione.

A Polonara e Aradori non è stata presentata alcuna proposta, segno che la strategia è di cambiare completamente il nucleo di base del team

La sola certezza che ha portato la metabolizzazione della delusione contro Avellino,  che ha poi rivelato il suo reale valore e i suoi punti deboli nella semifinale con Venezia, è stata la volontà di continuare a credere nella filosofia italiana, in Menetti e Frosini, nonostante le tante critiche, e qui, se la Pallacanestro Reggiana avrà fatto una scelta giusta o sbagliata, potrà dircelo solo il tempo.

Gli addii di Polonara, De Nicolao (il club lo ha liberato esercitando la clausola a proprio favore) e soprattutto quello di Aradori a dirette concorrenti indeboliscono, a parer mio, fortemente la squadra. I tre, tralasciando l’ultima stagione in cui lo spogliatoio è stato un’autentica polveriera per colpa di tutti, sono in ogni caso tre nazionali, e, obiettivamente, in Italia si fa al giorno d’oggi veramente fatica a trovare un play italiano migliore di DeNik (forse Vitali?), un realizzatore come Aradori e, nonostante tutti i suoi limiti tecnico-tattici, un 4 italiano come Polonara. Sostituire questi tre giocatori sarà veramente difficile e l’esperienza di anche uno solo di questi, De Nicolao per esempio, è sempre fondamentale nella regia di un team con ambizioni e che partecipa a una coppa fisica come l’EuroCup. Questa è stata però la scelta del management biancorosso, conscio delle scommesse e dei pericoli che corre. I nuovi leader dalle parti di via Cassala, secondo le parole di Landi, saranno Riccardo Cervi e Amedeo Della Valle, ma per quest’ultimo, come direbbe un certo Avvocato, <<è un’altra storia…>>.

Federico Mussini: a lui Frosini ha affidato le chiavi di casa Grissin Bon

Per sostituire “scheggia impazzita” Needham, accasatosi nel frattempo nel “nativo” Montenegro, e il play padovano, la Grissin Bon si giocherà la grande, grandissima scommessa di puntare sulla coppia tutta italiana, under 21 e completamente da verificare sui palcoscenici della Serie A, formata da Federico Mussini (titolare, 96′) e Leonardo Candi (riserva, 97′).  Personalmente nutro grande stima per il “cinno” bolognese, che ho seguito con grande interesse in maglia Fortitudo, tanto che, nonostante l’ultima stagione abbia giocato al di sotto dei livelli a cui aveva abituato il grande pubblico, ritengo che per freddezza, capacità di playmaking e soprattutto intuizione di fare la giocata migliore per la squadra nel momento topico, Leo potrà essere il futuro play della Nazionale. Non aspettatevi però un realizzatore, perché qui parliamo di un atleta freddo e ragionatore in campo, il cui salto in A, ovviamente, sarà da verificare, soprattutto visto l’infortunio alla caviglia più lungo del previsto che gli ha fatto saltare gli Europei Under 20 e che pare si protrarrà fino l’inizio delle ostilità.

Federico Mussini è invece l’incognita più grande di questa squadra. Il talento è indubbio, intendiamoci, ma resto convinto che, come Derek Needham, il nostro concittadino sia più una “shooting guard”, una guardia tiratrice, posizione in cui Chris Mullin lo ha spesso impiegato a St.John’s, che un regista e sia costretto a giocare necessariamente da numero 1 per mancanza di centimentri e differenza fisica. Sarà veramente interesse vedere l’apporto del Musso dopo due anni di college, in cui ha giocato in una squadra obiettivamente molto individualistica, che ha avuto un record di 24 vinte su 68 giocate nei due anni del reggiano nella Grande Mela (8-28 nel torneo Big East).

Amedeo Della Valle vorrebbe lasciare la squadra, ma i team interessati non sono intenzionati a pagare interamente il suo buyout

Nello spot di 2 arriverà, proprio per affiancare punti e esperienza alla coppia Candi-Mussini, una combo guard americana. Tyrus McGee, giocatore che a Reggio interessa fin dai tempi di Cremona,  ha richieste economiche elevate e, al momento, sta ancora decidendo su una proposta di rinnovo di Venezia, ma potrebbe diventare un obbiettivo primario in caso di addio di Amedeo Della Valle, mentre Marvelle Harris, sophomore reduce da una stagione in Australia fra alti e bassi, è stato proposto al club da qualche procuratore.

Della Valle, dicevamo. Dal destino di Amedeo, che era molto legato ai vecchi compagni, dipende l’esito del mercato biancorosso. L’esterno piemontese è ormai risaputo voglia cambiare aria, ma, ad oggi, nessuno dei club interessati ad ADV è intenzionato a pagare interamente l’oneroso buyout per far terminare la sua avventura in biancorosso dopo tre stagioni, perciò o si troverà un’altra soluzione per la partenza del talento di Alba, oppure il giocatore rimarrà a Reggio, in una situazione tutta da verificare. In caso di addio di Amedeo, nomi caldi sono quelli di Fontecchio e Cerella di Milano, con il primo che ha trovato meno spazio di quanto avrebbe meritato e sarà chiuso in questa stagione dai nuovi arrivi meneghini, mentre il secondo messo sul mercato dall’Olimpia, per chiudere il discorso dei 5 italiani (Candi – Mussini – De Vico – Cervi – Fontecchio/Cerella), più il giovane Bonacini, che, con la soppressione della squadra Under 20, sarà con ogni probabilità aggregato in pianta stabile alla prima squadra.

Rimas 3.0?

La piazza è fortemente divisa, come dimostrato dal sondaggio sul gruppo #Arsanity, su un’eventuale conferma in squadra di Rimantas Kaukėnas. Il lituano è senza dubbio una leggenda del nostro club, ma c’è chi del grande campione che ha fatto sognare Reggio vede solo un ricordo sbiadito, chi invece in squadra lo vorrebbe sempre per il suo carisma e chi invece no, citando presunti cattivi rapporti con Menetti. Insomma, le opinioni degli appassionati sono fra le più disparate. Se partirà Della Valle, Rimas farà quasi certamente parte del roster biancorosso per un’altra stagione ancora, come cambio della combo, mentre se l’ex Ohio State resterà, per la questione del 5+5, per Kaukėnas le possibilità di restare si ridurranno al minimo. E l’highlander di Vilnius, in ogni caso, la prossima stagione vuole calcare ancora i parquet a 41 anni…

Capitolo lunghi. L’addio del talentuoso classe 98′ Alessandro Lever verso il college di Grand Canyon University ha portato in biancorosso l’ala forte americana con passaporto albanese Mike Moser, grande punto interrogativo per le condizioni fisiche spesso precarie e il gioco estremamente statico. L’ex Lietuvos Rytas è reduce da 17 gare in Kosovo, a Pristina, dove è stato MVP del modestissimo campionato kosovaro ma dove è pure apparso spesso ancora indietro di condizione. L’impressione, come scritto in passato, è di trovarci davanti un grande “what if”, un giocatore che prometteva bene ma che finora non è mai riuscito a rispettare le attese e a diventare quello che sarebbe potuto essere, anche per colpe non sue. Il 4 titolare, nelle idee della dirigenza, dovrebbe essere Julian Wright, protagonista alla Summer League di Las Vegas con la maglia degli Utah Jazz. Il lungo ex Trento attende una proposta dalla NBA (difficile) o da una squadra importante con un discreto budget (Liga ACB, Bundesliga e VTB League), anche se, allo stato attuale, le squadre di Eurolega e EuroCup, componenti importanti per l’uomo di Chicago Heights, stanno ultimando i propri roster, fattore che potrebbe portare ad un abbassamento delle richieste da parte di “The Beard” e a tornare a vestire la casacca biancorossa dopo le tre gare di Playoff contro Avellino. In caso di “gran rifiuto” di Julian, un profilo interessante può essere quello di Christian Burns di Brescia, con il giocatore che ha già fatto sapere che la prossima stagione giocherà in ogni caso in Italia, dirottando gli sforzi maggiori verso una combo di maggior spessore.

Nonostante qualche dubbio, Reggio ha dato una seconda chance a Jalen Reynolds

I due centri, invece, saranno Riccardo Cervi e Jalen Reynolds, che ha rinnovato col club dopo che si erano monitorati altri profili come Lawson, rinnovato per la promozione dalla Virtus, Taylor Smith e Robert Carter, ex Brindisi sul taccuino di molte squadre. Per Riky sarà la stagione del riscatto, dopo una seconda parte di annata al di sotto delle aspettative, spesso, è giusto dirlo, anche poco valorizzato dal gioco di Menetti, mentre per Jalen sarà l’occasione in cui “mettere la testa a posto”, lavorare duro sui propri difetti, cosa che lo scorso anno non ha fatto, e calarsi appieno caratterialmente nella mentalità di atleta professionista, nell’economia di squadra e non più nel <<my time is coming>> che ha contraddistinto la sua esperienza finora, perché le potenzialità, come dimostrato brevemente anche in America di recente, sono importanti. A Jalen il compito di non diventare un “what if” e lavorare sul proprio gioco per diventare un top.

Questo il team che si profila all’orizzonte delle Vele. Sicuramente un roster con tante scommesse e, al momento, più incognite che certezze. Un roster con poca esperienza ma tanto talento giovane, poca fisicità (soprattutto nelle guardie) e una forte propensione balistica. Avranno ragione i dubbi? Saranno vinte le scommesse? Certo è che il 16 agosto, quando la squadra si ritroverà al CERE, sarà in ogni caso un bagno di folla. Perché in questa città grazie ai tifosi e alla passione del solo Stefano Landi, è giusto ribadirlo, la pallacanestro è veramente #somethingdifferent.

E come dice un vecchio motivetto sempreverde…

“Que sera, sera…

Whatever will be, will be.

The future’s not ours to see

Que sera, sera…”