Grissin Bon Reggio Emilia – Acqua San Bernardo Cantù: le pagelle

GRISSIN BON REGGIO EMILIA 

 

MUSSINI 6,5: Nel finale esibisce la sua arma migliore, il tiro, ma nel grigiume generale spicca facendo vedere qualche buona cosa. Piuttosto che niente, è meglio Mussini.

ALLEN ZERO: Se il mio giudizio sarebbe stato estremamente negativo anche limitandomi alla prestazione, la patetica sceneggiata a cui si lascia andare nel finale, urtato dalle sacrosante critiche di parte degli Arsàn, gli vale il voto più basso mai dato a un giocatore della Pallacanestro Reggiana da quando me ne occupo per Pallaconestro. Avrebbe fatto bene ad abbassare il capo, magari a prodigarsi in gesta di scuse. E invece si permette pure di alzare la voce. Indegno della canotta che indossa.

CANDI 5: Capitolo 1: Difesa. Tra qualche anno capirà dopo il primo fallo che ci sono serate in cui fare i leoni e serate in cui fare gli agnellini, almeno davanti agli arbitri. Capitolo 2: Attacco. Ci sono serate in cui un play può essere agnellino; poi ci sono serate in cui è obbligatorio essere leoni. Leo ha scelto la serata più sbagliata possibile per essere agnellino e non essere leone. Nonostante il nome che porta.

RIVERS 7,5: Se è vero che giocava con la valigia pronta, prende commiato con una partita di spessore, degna del giocatore che poteva e doveva essere, ma non è stato. Peccato per i liberi sbagliati in momenti cruciali del match. Se rimanesse, in luogo di quell’altro, sarebbe una buona notizia. Ma ormai lo abbiamo capito: non è questa la stagione delle buone notizie.

AGUILAR 5: L’impressione è che i guai al piede lo condizionino ancora, ma da lui era legittimo attendersi qualcosa in più. Troppo spesso si accontenta del tiro dalla distanza, anche in contropiede. Purtroppo, non è Durant.

GASPARDO 3: Ne saranno certamente passati anche di più scarsi da via Guasco. Solo che, per quanto mi sforzi, non me ne viene in mente neanche uno.

VIGORI n.e.

CERVI e ORTNER 4: K.O. tecnico alla quarta ripresa per i due sfidanti di Davon Jefferson. Con questi due lunghi indolenti, leggeri, evanescenti, non si va quasi da nessuna parte. Solo in LegaDue.

LLOMPART 6: Delle ultime uscite, di gran lunga la più positiva, soprattutto nella seconda parte di gara. Niente di più, e comunque sempre troppo poco.

PILLASTRINI 5,5: Difficile pensare che avrebbe trovato subito la formula magica, considerato anche il capitalo umano a disposizione. Ma per ora, tant’è. Aveva parlato di circolazione di palla e di difesa del canestro. La palla circola giusto il tempo di capire che è meglio che stia saldamente nelle mani di Rivers, ma il grosso dei guai è in difesa dove subiamo un centello senza opporre la minima resistenza, costantemente trafitti dal duo Gaines-Jefferson. Sono in particolare i secondi possessi a condannare il neo coach, e noi con lui: ogni volta che abbiamo concesso una seconda possibilità di tiro ai brianzoli, loro ci hanno puniti. Vedremo nella pausa cosa saprà inventarsi.

 

 

ACQUA SAN BERNARDO CANTU’

GAINES 8All’andata fu Mitchell, stavolta è lui a farci vedere i sorci verdi. 29+6+7 e 41 di valutazione: i numeri parlano da soli.

MITCHELL 6: Stranamente silente, lascia la ribalta al più ispirato compagno di reparto.

BLAKES 5: Tutt’altro che irresistibile.

UDANOH 5,5: Più nervoso e meno produttivo del solito. Ma ha un’energia che i nostri giocatori non si sognano nemmeno.

PARRILLO 6,5: Violento! Falli e scherzi a parte, questo giocatore che nella Reggio di tre anni fa entrava nel garbage time, oggi lo invidiamo ai nostri avversari. Segno dei tempi che corrono.

DAVIS 6: Entra nella seconda parte di gara a giochi già indirizzati, ma mette anche lui in campo grande energia e dà una mano.

TASSONE 6: Ha un ruolo da gregario, che svolge perfettamente.

LA TORRE n.g.

JEFFERSON 8,5: Banchetta senza pietà sui nostri due teneri pivot sfornando una prestazione monster da 32 punti e 9 rimbalzi con 38 di valutazione che, sommati ai 41 di Gaines, fanno più della valutazione di tutta la Reggiana.

BRIENZA 7: C’è chi può, e chi non può.