Grissin Bon Reggio Emilia – Dolomiti Energia Trento: le pagelle

GRISSIN BON REGGIO EMILIA

Mussini 5,5: Due spezzoni di gara per il Musso, il secondo dei quali a giochi praticamente fatti. Nel primo, parte bene schiaffeggiando la retina dalla lunga distanza. Poi partecipa insieme ai compagni al mini-contest di ciapanò da 3 punti che lo costringe a lungo in panchina.

Allen 4,5: E chi se lo aggiudica, il mini-contest? Lui. Che non la mette proprio mai, nemmeno quando le sue triple non sono il risultato di una scelta di tiro scriteriata. Mezzo punto in più per qualche pregevole assist. Serataccia.

Dixon 5,5: Prima parte di gara discreta, poi comincia a pasticciare e anche quando trova qualche buon canestro non riesce a dare continuità al suo basket, e a quello della sua squadra. 5 assist ma anche 4 palle perse, ma più che altro non incide quanto potrebbe e soffre Craft e Forray.

Aguilar 6: All’inizio Pascolo lo fa dannare, tanto da riuscire a mettersi in partita solo quando l’ala friulana cede il campo al giovane Mezzanotte. Come spesso gli è capitato dopo l’infortunio, gioca a corrente alternata: o c’è, e quando c’è si vede eccome, o sparisce. In difesa soffre sin troppo il ritmo della squadra di Buscaglia.

Gaspardo 4: Non si può nemmeno parlare di passo indietro per Raphael, perché nei minuti -troppi- che trascorre sul parquet è un disastro completo: molle in difesa e a rimbalzo, impalpabile in attacco. E il pubblico non apprezza.

Johnson-Odom 6,5: Come all’esordio parte dalla panchina, al primo tentativo senza sporcare il proprio tabellino se non per due falli commessi in un amen. Poi tira fuori tutta la sua furia agonistica attaccando con continuità il canestro (per lui percorso netto dalla lunetta: 10/10) e segnando in palleggio, arresto e tiro. Come i compagni di reparto, però, non fa male dall’arco (0/4).

Cervi 6,5: Cercato con insistenza sin dalla palla a due nel tentativo di sfruttare il vantaggio su Hogue in termini di centimetri, come prevedibile finisce anche lui per soffrire la dinamicità del lungo avversario e i cambi a cui è costretto in difesa, che lo portano troppo lontano dal canestro che deve difendere. Resta il fatto che con lui in campo Reggio sta a galla; senza, finisce sott’acqua.

Ortner 5: Che sofferenza! Hogue ha diverse marce più di lui, e gli scappa via da tutte le parti. I numeri, che non sono neanche malaccio, fanno da paravento a una prestazione molto deficitaria, perché è con lui in campo che subiamo i parziali decisivi.

Llompart 6: Tanti minuti per Pedro data l’assenza di Candi e un Dixon non in grande spolvero. Fa un po’ meglio del compagno, riuscendo a trovare anche un paio di canestri importanti che alla fine del terzo parziale ci riportano a contatto con gli avversari. Alle prese con la freschezza atletica dei pariruolo avversari, però, anche lui palesa i suoi limiti anagrafici.

De Vico 5: Nonostante Pillastrini lo confermi in quintetto, Niccolò non è in fiducia, e si vede. Per lui un solo tiro tentato, che non vede neanche lontanamente l’anello, e 4 rimbalzi: troppo poco in 21′ di gioco. Avremo bisogno, nel finale, delle sue giocate di cuore ed energia, che questa volta non sono arrivate.

Pillastrini 4,5: Ci aspettavamo che la squadra arrivasse a questo appuntamento carica a pallettoni, non appagata. E invece il primo a sembrare appagato sembra proprio lui, che alterna pigramente i suoi giocatori più col cronometro in mano che in base a quello che racconta la partita. Che gli scappa di mano quasi subito: con l’uscita dal campo di Cervi la squadra perde i riferimenti e si affida ai singoli, con pessimi risultati. E in difesa non va meglio. Certo non era facile accoppiare i nostri piccoletti con esterni di stazza ed atletismo quali Marble, Gomes e Flaccadori, ma allora poteva tentare almeno un po’ di zona, o smetterla di cambiare sistematicamente accettando mismatch ancora peggiori di quelli di partenza. Il 4/4 è la ciliegina sulla torta: con Gaspardo e Ortner in campo ben oltre il ragionevole, Reggio getta subito alle ortiche l’inerzia recuperata sul finale del terzo parziale e si chiama definitivamente fuori da un contesa che non l’ha mai veramente vista in grado di prevalere. La salvezza è ancora tutta da conquistare, tanto più dopo che Pistoia ha sbancato Bologna: quello visto non è l’atteggiamento giusto…

DOLOMITI ENERGIA TRENTO

Marble 8: Marbleous. Possiamo solo prendergli la targa.

Pascolo 6,5: I numeri dicono poco, tutto il movimento che fa creando spazi per i compagni dice tutto. Avercene.

Mian n.g.

Forray 6,5: Bravo e fortunato: anche quando pasticcia, in qualche modo la palla gli torna in mano o finisce tra quelle di un compagno. Ma visto che con lui è quasi sempre così che va a finire… Probabilmente è più bravo che fortunato.

Flaccadori 6: Ancora in cerca della migliore condizione.

Craft 7: Difende come un ossesso e fa tante cose preziose. In Trentino non lo hanno rivoluto indietro per caso.

Mezzanotte 6: Non gli daresti una cicca, invece è un giovane con stazza e buone doti tecniche, che si farà.

Gomes 5,5: Un po’ impreciso al tiro, ma va sempre rispettato. Dà una mano a rimbalzo.

Hogue 7,5: Nel primo tempo è una scheggia impazzita che si infila sistematicamente nelle maglie della nostra difesa, segnando nel pitturato con la sua grande forza e caparbietà ma pure dalla media quando gli concediamo il tiro. Cala alla distanza, ma non prima di aver messo a referto un “ventello”.

Jovanovic 5: Il meno positivo della compagine trentina.

Buscaglia 6,5: Il suo basket small ball non cambia di una virgola: ritmo vertiginoso, circolazione di palla e giocatori che in campo sanno fare (e dare) un po’ tutto sono ormai il marchio di fabbrica di questo allenatore che ha guidato l’Aquila Trento fino alle vette del basket italiano. Quelle vette che Reggio, oggi, può solo ammirare col cannocchiale.