Grissin Bon Reggio Emilia – Lokomotiv Kuban Krasnodar: le pagelle

GRISSIN BON

Mussini n.e. 

Wright J. 4,5: Francamente ingiudicabile. E’ in una di quelle serate che vuole vivere da one-man-band, ma ha tutti gli strumenti rotti. Da quanto mostrato in questa serie, difficilmente quest’estate riceverà una telefonata da Krasnodar… Intanto, resta da vedere se, a Coppa conclusa, la sua stagione terminerà sul letto del Crostolo o altrove.

Candi 6,5: Sempre uno dei più positivi Leonardo Candi, oramai è una certezza. Parte deciso, soprattutto in attacco, e raramente va sotto nei duelli col ben più poderoso Kulagin. Speriamo tanto, per noi e per lui, che il palcoscenico europeo non gli manchi nemmeno nella prossima stagione.

Della Valle 6: Non è al meglio, anzi, deve convivere col dolore e soprattutto nella prima parte di gara il suo fisico non gli mette a disposizione le risorse per imporre il proprio gioco. Nonostante questo non si tira indietro, e alla fine grazie soprattutto al percorso netto dalla lunetta riesce a scavallare la doppia cifra. Per noi, da miglior quintetto Eurocup tutta la vita.

White 7: Non fa la partita perfetta, ma è senza dubbio il nostro giocatore più costante lungo tutta la contesa, dove stavolta si prende in pieno la responsabilità di aiutare un attacco che, complice la grande fisicità degli avversari, fa una fatica mai vista.

Reynolds 6,5: Mica facile, l’abbiamo già detto, sbattagliare là sotto contro tutto e tutti. Lui ci prova fino alla fine, e non a caso sarà il più impiegato tra i padroni di casa. Racimola un 7+7 condito da un paio di stoppate e tanti intangibles che però non bastano per portarci alla vittoria. Applauditissimo.

Markoishvili 6: In un lampo di furore agonistico, a dirla tutta un po’ tardivo, piazza due triplone che ci illudono di poter tornare in partita, ma la verità è che agli altri bastava schiacciare leggermente il piede sull’acceleratore per tenerci a distanza di sicurezza. Manu è in campo nei nostri momenti migliori, ma non sempre è in grado di dare, oltre alla solita carica emotiva, anche quel qualcosa in più.

Wright C. 5,5: Dopo un filotto di partite eccellenti è venuto un pochettino meno anche Chris che, tradito da qualche conclusione sfortunata che gli ha tolto fiducia, e innervosito dalla pressione russa (spesso oltre il limite, ma consentita dai tre fischietti), non riesce a incidere sul match, tanto da iscriversi a referto a poche manciate di secondi dalla sirena.

Cervi 4: Continuiamo a chiederci se sta poco bene, poiché meno di tre minuti sono sufficienti per capire che anche stasera Riccardo non è in grado di tenere il campo. Se ha ragione la canzone, a primavera dovrebbe rinascere. Speriamo, perché ne avremo bisogno.

Nevels 6: E allora, se puoi segnare, perché tiri col contagocce? Max lo impiega poco, e forse avrebbe meritato di stare in campo un po’ di più anche se probabilmente non sarebbe cambiato granché.

Llompart 5: Finita la birra? Nemmeno in quest’ultima uscita europea lo spagnolo riesce a trovare lo smalto per poter aiutare i compagni, che pure ne avrebbero un gran bisogno. Fa meglio nell’ultimo scampolo di partita, a cui si approccia alzandosi pigramente dalla sedia e facendo così indispettire il coach, che lo incenerisce. Ora anche per lui inizia il capitolo finale, che sarà fatto di turnover. Per guadagnarsi il posto fisso dovrà fare come i giovani d’oggi: sudando. A dispetto dei suoi anni.

De Vico n.e.

All. Menetti 8: Inizia la partita ingaggiando una partita a scacchi con Obradovic sugli accoppiamenti dei lunghi e proponendo una difesa a tutto campo molto aggressiva che inizialmente sorprende gli avversari. Ma, presto, la differenza tra le due compagini, soprattutto a livello fisico, viene fuori. Il secondo quarto è da incubo, la squadra perde completamente la barra e gli avversari ne approfittano per scavare un solco troppo profondo da risalire. Il voto è alla grande cavalcata, e potrebbe essere anche più alto, ma l’impresa resta nonostante la sconfitta e il Bigi gliela tributa. Ora, accantonare in fretta: c’è una corsa play off da correre.

LOKOMOTIV KUBAN

Collins 8: Sorprende vedere quello che fa in campo, se si ha in mente il Mardy Collins visto a Montegranaro. Da allora non si può dire che sia cresciuto solo il giro vita: segna, difende, gioca sempre sotto controllo. E’ il vero mattatore della serie.

Antipov 5,5: Meno appariscente rispetto alla gara d’andata, soprattutto in fase realizzativa, non contribuisce in solido ma le circostanze non lo richiedevano.

Ragland 6,5: Come in gara-1, non vediamo il Ragland inarrestabile che più volte abbiamo incrociato con la maglia di Avellino, ma mette insieme una prestazione più che positiva segnando canestri importanti.

Baburin  n.e.

Lacey 7: Anche lui riscatta una prima gara opaca con una prestazione chirurgica: 9 punti con 4/5 dal campo, praticamente una sentenza.

Ivlev n.e.

Ilnistskyi n.g.

Khvostov 6,5: Cifre modeste ma grande solidità, fa rifitiare i compagni senza far calare il livello.

Elegar 7: In attacco produce molto in garbage time, ma 19+9 è un saldo con la S maiuscola per un lungo che non fa che confermarsi ad alti livelli, partita dopo partita.

Babb 5,5: E’ più sporco di quanto la partita probabilmente non richieda. Gli arbitri chiudono un occhio, ma anche due o tre.

Kulagin 6,5: Fermatelo voi, se potete. E’ indemoniato, la sua energia prevarica i nostri esterni che, soprattutto a rimbalzo, non sono in grado di arginarlo.

Qvale 6: Non un fattore come in gara-1, il suo coach se ne accorge e lo lascia a riposo.

All. Obradović 8: Allena dal primo secondo all’ultimo, anzi l’impressione è che sappia il modo di allenare i suoi giocatori anche quando dormono. Le “cazziate” non si contano, e dire che i suoi sbagliano pochissimo e raramente fanno calare un’intensità che mai avevamo trovato nelle nostre avversarie europee di quest’anno. La sua squadra è tostissima e lui vince con merito.