Grissin Bon Reggio Emilia- Openjobmetis Varese: le pagelle

Grissin Bon Reggio Emilia

Mussini 7: L’infortunio che terrà fuori per una manciata di partite Butterfield è la grande occasione per rivedere in campo il reggiano e lui, questa volta, non spreca l’occasione. Inizia mettendo subito in campo un’aggressività difensiva che non gli avevamo mai visto, tanto da mettere più volte in difficoltà i sin troppo tutelati play avversari. Non secondarie le due bombe messe a referto, entrambe dal peso specifico notevole. L’augurio è che sia un punto di RI-partenza.

Ledo 8,5: Spaziale. Non ci sono altri aggettivi. Non fa tutto giusto, non fa sempre la scelta più sensata (per la verità, non la fa quasi mai). Ma fa canestro. Tanto, e bene. Il suo inizio partita non è dei più incoraggianti, lo vediamo infatti impreciso anche dalla lunetta. Poi  il suo basket fa click, si accende la luce che illumina il bianco della sua canottiera e proietta la sua ombra sugli avversari come un golem inarrestabile.
Chiude “solo leggermente sopra media” sfiorando la doppia cifra anche alla voce rimbalzi (9), ma soprattutto regalando al pubblico altre perle del suo talento, oltre alla sensazione di essere definitivamente assurto al ruolo di leader di questa Grissin Bon.

Candi 6,5: Anche Leo parte diesel, facendo temere di essere nuovamente alle prese con le prestazioni zoppicanti offerte nelle prime uscite. Poi, fortunatamente, trova gambe e coraggio, oltre a qualche punto che male non fa. Se è vero che la vittoria è la migliore delle medicine speriamo, dando uno sguardo al calendario, che l’effetto di questa prestazione positiva sia a rilascio prolungato. Bentornato Cinno.

Gaspardo 6: Torna a meritarsi una sufficienza piena anche Raphael Gaspardo, il cui tabellino non dice tutto di una prestazione molto solida soprattutto nella metà campo difensiva, dove ha fatto vedere di saper essere tosto; in attacco si vede poco ma non commette le svirgolate a cui ci aveva abituati. In crescita, e meno male perché ne abbiamo tanto bisogno.

Elonu 6: Che non stia bene lo vedrebbe anche un bambino, infatti continua a convivere con un sovraccarico muscolare e una botta alla caviglia di ormai lunga stagionatura. Mette in campo quel che può: un fallo “deciso” di qua, un po’ di intimidazione di là. Per questa volta basta così, in attesa di rivederlo al meglio.

Cervi 6,5: Altra vittima del matinée domenicale, dei cinque in quintetto è sicuramente quello che soffre di più l’avvio di partita. Alla lunga però i suoi centimetri si rivelano una spina nel fianco per i lunghi sottodimensionati di Varese, che nel tentativo di fermarlo gli regalano un paio di 2+1 che caratterizzano l’allungo decisivo dei nostri. Non a caso, finirà per essere il giocatore col plus/minus più alto. Una noia muscolare all’inguine lo ferma sul più bello.

Griffin 6: Non fa abbastanza, soprattutto se ponderiamo la sua prestazione al fatto di essere un americano, uno di quelli che dovrebbe prendere per mano la squadra, e non viceversa. Tuttavia, per una volta lascia a casa l’indolenza e decide di giocare, fatto che lo porterà a commettere sì qualche errore, ma anche buone giocate e a portare il suo mattoncino nella costruzione della vittoria finale.

Llompart 7,5: E’ lo spagnolo il co-mvp della partita, grazie a una prestazione offensiva gagliarda che ci ha fatto dimenticare, per 40′, di essere orfani di una delle nostre due bocche da fuoco. E’ infatti grazie alle sue triple che Reggio, nella prima frazione, non accumula un passivo importante, mentre nella seconda parte di gara cede il testimone a Ledo limitandosi a condurre la regìa senza sbavature, o quasi. Garone.

De Vico 6,5: Parte in quintetto, e fa capire subito che ha voglia di spaccare il mondo: al primo pallone ricevuto, mette palla a terra e va al ferro con la moto. Risultato? C’è il fallo, c’è il canestro, ce n’è per tre. Non lo spaccherà, anzi riuscirà quasi a spaccarsi qualcos’altro che non è elegante specificare, ma farà tante cose importanti per mettere il referto rosa nel taschino di Frosini, non ultime due stoppatone da capogiro. Il solito, affidabile Niccolò.

Cagnardi 7: Si può dire senza indugi che per quanto riguarda la gestione delle emergenze abbia avuto un buon maestro. Se dopo tre sconfitte consecutive aveva ancora un residuo di sonno, l’infortunio di Butterfield alla vigilia di una gara così importante, probabilmente, glielo aveva tolto. Finalmente, però, rivede in campo una squadra dotata di spirito di sacrificio e di voglia di difendere e di gettarsi su tutti i palloni e non a caso, alla fine, porta a casa una vittoria che è ossigeno puro perché non solo muove la classifica, ma ci dà un po’ di consapevolezza sul fatto che fatto salvo per un paio di avversarie, almeno le gare interne sono tutte nelle nostre mani se giocate con la giusta intensità e determinazione. C’è ancora del lavoro da fare per Devis, e tanto: questa vittoria, probabilmente, gliene darà il tempo.

 

 

Openjobmetis Varese

Archie 8: Prende tutto quello che la difesa è disposta a concedergli, compreso qualche tiro dall’arco non contestato di troppo, e si riscopre realizzatore come ancora raramente lo avevano visto in quel di Varese. Che lo possa essere, si sa; ma non sempre gli riesce. Questo volta ci è riuscito.

Avramovic 5: Sarà lui alla fine il grande assente per coach Caja. Il serbo, che girava sin qui a oltre 16 di media, chiude sotto la doppia cifra soffrendo la buona difesa di Candi e compagni. Buon per noi.

Iannuzzi 5: E’ l’ombra del giocatore che ha saputo conquistarsi anche la Nazionale. Gioca poco, ma non dà al suo allenatore motivi per dargli più spazio.

Scrubb 5,5: E’ il più impiegato dei suoi ma, a parte qualche rimbalzo, non fa granché per meritarlo.

Tambone 6,5: Probabilmente la prova opaca dei suoi pari ruolo fa apparire la sua migliore di quanto sia effettivamente stata, ma gioca i minuti che gli vengono concessi con buon piglio realizzando un paio di canestri importanti.

Cain 7: Presenza tanto costante quanto ingombrante sotto le plance, è sempre una certezza. Non sorprende, alla fine, leggerne la doppia-doppia (15+10).

Ferrero n.g.: So che è stato in campo, ma non saprei sulla base di cosa valutarlo.

Moore 5: Quella mano fasciata lo condiziona, sembra che faccia fatica perfino a palleggiare. Cinque palle perse, alla fine, non sono un caso.

Bertone 5,5: Prova a dare un’impronta alla partita, ma non è lì per quello, e per fortuna non replica la prestazione dell’ultima volta che lo abbiamo incrociato sulla nostra strada, con la maglia di Pesaro. Buon difensore e poco altro.

Caja 5,5: Tradito da una prestazione veramente opaca del suo pacchetto di esterni, riesce comunque a giocarsi la partita fino ai minuti finali grazie a una buona circolazione di palla e alla pazienza nel costruire sempre la miglior conclusione. Istrione, spesso fin troppo plateale, ma il suo basket è solido.