Grissin Bon Reggio Emilia- Segafredo Virtus Bologna: Le Pagelle

GRISSIN BON REGGIO EMILIA

Johnson-Odom 5,5: Un discreto secondo tempo nella metà campo offensiva non compensa un primo tempo abulico che lo ha visto sporcare il tabellino solamente a un giro di lancette dal termine, dalla lunetta. Da lui è giusto aspettarsi più leadership e maggior concretezza nei momenti che contano.

Fontecchio 4: Male male. Se si è sentito pungolato dall’intervista in cui Baraldi si disse disinteressato agli “scarti” di Milano, non lo ha dato a vedere. Sempre in ritardo di posizionamento e poco convinto nelle poche iniziative che prende, chiude a secco paventando limiti di personalità.

Pardon 6: Nel complesso è forse il più positivo, specie dopo il curioso tecnico comminatogli dopo lo spintone di Weems a Candi che sembra destarlo dal consueto torpore. Ci auguriamo, tuttavia, che sappia essere ancora più tosto di così.

Candi 6: Ci prova, soprattutto nel primo tempo quando porta in campo un po’ più di intensità e propizia due recuperi. In attacco, però, non fa meglio dei compagni chiudendo con un solo canestro dal campo su sei tentativi. Sembra aver perso la buona inerzia di inizio campionato, ora tocca a lui far vedere se la saprà ritrovare o se resterà un semplice rincalzo.

Poeta 4: Questa volta ci tradisce anche Peppe, che vive un pomeriggio davvero infausto. Lui, che sin qui dalla panchina aveva portato fosforo ed equilibrio, non ne combina una giusta, vanificando alcune buone difese con scelte offensive discutibili e improbabili linee di passaggio. Al tiro non fa meglio, sbagliando due triple aperte che in una giornata normale segnerebbe a occhi chiusi. Partita da dimenticare in fretta per il nostro capitano.

Vojvoda 5: Due passi indietro per il fromboliere ungherese che non trova mai, come i compagni, il fondo della retina. Dà una mano a rimbalzo, ma da lui abbiamo bisogno dei canestri pesanti che ci ha dimostrato di saper segnare. Vale quanto scritto per Poeta: resettare subito e testa alla prossima.

Infante n.e.

Cipolla n.e.

Owens 5,5: Il basket è spietato: una facile schiacciata in campo aperto sbagliata, la transizione avversaria che ne consegue che si conclude con una tripla a segno. Dal possibile -4, al -9. Tu ci pensi, ci ripensi, e intanto esci dalla partita. Non è strutturalmente molto diverso da Hunter, ma alla fine i due fatturati non coincidono. Cosa manca al nostro lungo? Non lo so, ma qualcosa manca.

Upshaw 4,5: C’era anche lui? Per quasi tutto il primo tempo risulta non pervenuto, e non che nel resto della partita combini molto di più. Noi non ce lo possiamo permettere. Ci aveva già fatto vedere di avere dei passaggi a vuoto, ma non lunghi un match intero: come Fontecchio, deve dimostrare maggior personalità e pretendere da sé stesso di essere sempre un fattore.

Diouf n.e.

Mekel 6: Non brilla e non sfigura. Nel primo tempo dà qualcosa in più degli altri in attacco anche se non sa impedire a Markovic di far girare la Virtus come un orologio svizzero. Nella ripresa parte seduto e quando torna in campo non riesce a invertire il trend negativo che decide la gara a nostro sfavore.

Buscaglia 5: Sin da subito l’impressione è che non sia serata, per la nostra truppa. Mentre la palla di Bologna gira che è una meraviglia, la nostra tende a percorrere sempre gli stessi tragitti: l’incursione centrale del playmaker che non crea linee di passaggio interessanti, la palla che esce faticosamente dal ginepraio (quando va bene) per finire nei cannoni dei nostri esterni le cui polveri risultano, proverbialmente e inesorabilmente, bagnate. Questo dà gioco facile ai nostri avversari, che blindano l’area e si limitano a controllare bene i rimbalzi. Non è la fine del mondo, anzi: speriamo che sia lo spunto per trovare, nella pausa che ci attende, qualche idea in più in attacco.

Bologna 7: Non serve il miglior Teodosic (8 punti e 6 assist, di cui uno magnifico) per piegare una Grissin Bon sin troppo fragrante. Nella metà campo offensiva la Virtus è un piacere per gli occhi, i giocatori toccano la palla anche due volte per azione e in particolare Gaines (16) e Ricci (12 con 4/6 da 3) sono bravi a capitalizzare le buone conclusioni dall’arco che questo gioco propizia. Sono invece i due americani Weems e Hunter a piantare i chiodi nella bara biancorossa. 7 W consecutiva in Campionato per Djordjevic che esce corsaro dal Bigi con pieno merito.