Grissin Bon Reggio Emilia – Zenit San Pietroburgo: Le Pagelle

GRISSIN BON

Mussini n.e.

Wright J. 7: Rise the roof! E’ la JuJu Airways quella che ha sorvolato i canestri del Bigi agli ordini dei capitani Llompart e Wright. E’ l’americano che a suon di alley-oop ha fatto salire i decibel della nostra bomboniera facendo vacillare le certezze dell’armata russa, ed è sull’onda dell’entusiasmo provocato dalle sue giocate che abbiamo vinto la prima battaglia.

Candi 8: Scusatemi, ma ho bisogno di aiuto. Ditemelo voi cosa selezionare della partita di questo “Cinno” incommensurabile, per non scriverci un poema omerico. I sette rimbalzi in 20 minuti di gioco? I tre falli e una sola persa? La difesa, da stropicciarsi gli occhi? Il carattere, di un esordiente assoluto che trascina il pubblico e sprona i compagni a dare il 110%? E adesso, già che c’è, si è messo pure a segnare. Una sola parola: stratosferico.

Della Valle 7,5: Si capisce subito, che è la partita di Della Valle contro Karasev. Sono due tra i migliori talenti di questa Coppa, come potrebbe essere diversamente? Le attenzioni che riceve dalla difesa russa sono almeno pari a quelle che noi riserviamo al biondo figlio del coach, e infatti per lui è tutto un taglio, uno smarcamento e, ricevuta palla, uno scrollarsi gli avversari di dosso. Per questo, chiude con percentuali non esaltanti, ma con 15 pesantissimi punti e alcuni canestri di pregevole fattura che ne fanno uno dei migliori tra le fila biancorosse.

White 6,5: Play occulto e, udite udite, difensore insospettabile. In una serata in cui la mira al tiro non lo assiste, si infila la canotta nei pantaloncini e fa quello che serve alla squadra dalle retrovie: dà una mano in regìa, allarga il campo e fa sentire il fisico quando ce n’è bisogno. Giudicare la sua partita dai 2 soli punti realizzati sarebbe un errore: James c’è, eccome.

Reynolds J. 8,5: Se può giocare partite come queste, e che possa ce lo aveva dimostrato già prima di questa, significa che il potenziale di questo ragazzo è di assoluto livello. Entra convinto di poter spaccare il mondo, e lo fa, spazzando i tabelloni in difesa e in attacco e ridimensionando un Gordon che all’inizio aveva banchettato su Cervi. Il suo tabellino finale è impressionante: 19 punti con 9/10 dal campo e 11 rimbalzi in appena 20′ minuti di gioco. Resta dunque da chiedersi perché spesso non riesca a rivelarsi un fattore all’interno delle partite. Ma non è questa l’occasione per farlo, perché stavolta Jalen non è stato solo un fattore, è stato IL FATTORE.

Markoishvili 6,5: Torna Manu e Reggio torna a vincere, forse questa volta non per il suo contributo, ma intanto lui è lì, a farsi vedere e sentire sia sul parquet che quando, come stavolta, è a lungo costretto in panchina dai falli. Ci mette infatti un po’ a riprendere il ritmo partita dopo lo stop, ma alla fine porta il suo mattoncino segnando un paio di canestri importanti quando c’era da mettere in ghiaccio la partita. Perché il georgiano è tanto tosto quanto irrinunciabile per questa squadra.

Wright C. 7: Non si prende gli applausi di Llompart, ma se ne meriterebbe altrettanti, perché fa tante cose utili e coach Menetti lo sa bene, prima fra tutte attacca il canestro (contro difensori non inappuntabili) e creando situazioni di vantaggio per i compagni, soprattutto per Riki e Jalen. Alla fine, infatti, chiuderà con 6 assist e una sola persa, che è quello che più di tutto gli si chiede.

Cervi 6: Schierato in quintetto, soffre in avvio la dinamicità di Gordon che in pochi minuti, girandogli attorno o sorprendendolo in tagli, si avvicina alla doppia cifra personale. Al pari, però, si fa trovare pronto in attacco sulle imbeccate dei compagni e tanto gli basta per racimolare la sufficienza. A rimbalzo, però, deve far valere maggiormente i suoi centimetri.

Nevels 6: Qualche minuto per dar fiato ad Amedeo, nei quali non riesce a mettersi granché in mostra, se non per alcuni zompi pazzeschi a rimbalzo che gli permettono di catturarne 4. Proiettati su 40′, sarebbero stati 20. Non male, per una guardia…

Llompart 7: E’ ormai l’idolo di grandi e piccini, e, se non quello delle teenagers, probabilmente quello delle loro mamme, con quella faccia da bravo ragazzo che si ritrova. E anche chi considerava il ruolo del play ragionatore e costruttore di gioco ormai vetusto, si è dovuto ricredere davanti al maiorchino che ha sovrastato la gioventù di Reynolds (Scottie) e Voronin con le sue giocate tutto fosforo. 5 assist e 5 falli subiti ne sono la prova inconfutabile.

De Vico n.e.

Menetti 7,5: Immancabile, con una prestazione superba dà un colpo di spugna all’alone opaco lasciato dalla sconfitta di sabato e ravviva quanto mai il sogno europeo della Grissin Bon che, ormai possiamo dirlo, in Coppa riesce a dare il meglio di sé. Sarà per il prestigio, sarà perché sono tutti cambiati e pronti a dare un contributo: poco importa, la versione europea di questa squadra è di un livello sempre più alto. Due cose doveva fare, anzi tre: difendere bene il perimetro, controllare il ritmo e della partita e limitare le palle perse. E ci riesce benissimo, grazie soprattutto a 40′ di straordinaria intensità e concentrazione. Risultato? 75-61 e 1-0 nella serie.

ZENIT SAN PIETROBURGO

Reynolds S. 5: Porta il pallone da una metà campo all’altra.

Karasev S. 7,5: Se serviva una dimostrazione del talento, eccola servita. Sue le due bombe che ci fanno correre un brivido lungo la schiena a due giri di lancette dalla sirena, ma più in generale una continua fonte di pericolo che bisognerà essere bravi a contenere per almeno altri 40 minuti.

Barinov n.e.

Vikhrov n.e.

Voronov 5,5: Play compatto, non ha fatto vedere granché soprattutto per meriti della nostra difesa, ma in penetrazione può far male.

Simonović 5: Il califfo serbo della formazione di Karasev non riesce a entrare in partita, per lui solo punti dalla lunetta.

Wittingthon 4,5: Figuraccia.

Harper 6: Tanta energia ma solo un paio di canestri per il giocatore visto anche in Italia con la maglia di Brindisi qualche stagione fa.

Griffin 6,5: Chi ha l’età per ricordarselo, vedendolo, avrà detto: “E’ Jerome Allen!”. E invece no, anche perché potrebbe essere suo figlio. Ma non è neanche suo figlio. Però ha un invidiabile “drittone” contro la tabella che sfida le leggi della fisica.

Kuric 5: Polveri assai bagnate (1/9 dal campo), e meno male. Attenti però: per uno che viaggia in Eurocup col 45 (non di scarpe, ma di percentuale media da tre punti) la normalità è un’altra.

Valiev 5,5: Lungo e magro, sembra un insetto stecco: non bellissimo e sostanzialmente innocuo.

Gordon 6: Inizio wow, ma finale flop, annichilito dalla versione demogorgone di Jalen Reynolds.

Karasev V. 5: Prova da subito a mettere la partita sui binari che la sua squadra predilige, quelli della corsa e del gioco in transizione. Ma la solidità della squadra reggiana prende presto il sopravvento e lui non trova contromosse. Poco meno di 4 anni fa, il suo primo incontro/scontro con Max Menetti finì con lo stesso scarto: -14 e Eurochallenge a Reggio. E noi speriamo di rivivere lo stesso sogno prendendo ancora una volta il suo scalp… Ah, no… Come non detto!