Il 7 e l’8

(A cura di Damiano Reverberi)

PalaBigi, 9 maggio 2018. Finisce la storia di Amedeo Della Valle in maglia bianco-rossa. Si conclude con una grande vittoria nel derby con la Virtus Bologna, che chiude una stagione finita con le vacanze anticipate a causa di un rendimento in campionato troppo altalenante, dopo una Eurocup andata oltre le più rosee aspettative.

Ma non perdiamoci in chiacchiere. Il tema è lui, ADV. Quando è arrivato a Reggio, era il marzo 2014, la guardia piemontese era probabilmente solo “il figlio di Carlo”, giocatore di Roma e Torino negli anni Ottanta. Complice l’avventura oltre Oceano, prima all’high school e poi al college, era un po’ sparito dai radar tricolori, con l’eccezione dell’Europeo Under 20 vinto in maglia azzurra. Quando la Pallacanestro Reggiana lo ha firmato, molti avranno pensato al solito acquisto “di prospettiva”. Che poi vuol dir tutto e vuol dir niente: quanti atleti “di prospettiva” si perdono per strada, senza lasciare traccia? La storia dello sport, non solo quella della palla a spicchi, ne è piena.

Non lui. Non l’8. Non il giocatore di Alba. Non l’atleta coi ricci. Lui, capace di infiammare coi suoi canestri via Guasco, quello che conquista il pubblico nella finale scudetto con la “faccia cattiva”, quello che a suon di triple demolisce gli avversari e diventa un punto di riferimento offensivo di una squadra forse irripetibile, almeno per la nostra città. E a cui è mancato, mannaggia, solo lo scudetto.

Nella sua “sana” incoscienza, quella che gli fa prendere soluzioni in attacco davvero ardite ma sovente efficaci, ricorda un grandissimo della nostra storia. Quel Gianluca Basile che, maglia numero 7 sulle spalle, da “signor nessuno” è diventato un giocatore totale, uno dei migliori cestisti italiani grazie ai suoi “tiri ignoranti” ma anche grazie alla sua faccia pulita, capace di farsi apprezzare a tutte le latitudini e non solo in Italia.

E noi? Restiamo orfani? No. Certo, perdiamo un pezzo importante. Ma riprendendo un po’ il titolo di questo pezzo, che non è altro che un film del duo Ficarra&Picone, ripartiamo da un altro numero 7. Leo Candi. Uno che ha già dimostrato “cazzimma” da vendere e che può essere il presente ed il futuro di questa società.

Buona Milano, Ame.
Che possa essere davvero una tappa per affermarti.
E grazie per le emozioni che ci hai regalato in questo favoloso pezzo di sport e di vita.