Il “nuovo” Amedeo

Si può dire oggi che Amedeo è il miglior giocatore della Serie A? Qualcuno sarà d’accordo con questa affermazione, altri no, come è ovvio in questi casi, ma senza ombra di dubbio è un quesito lecito considerato l’inizio di stagione prodotto dall’ 8 biancorosso, che compare, cifre alla mano, nei primi cinque in quattro categorie statistiche differenti (17.8 punti, 6 falli subiti, 96% a gioco fermo per un 19 di valutazione).

Siamo abituati, senza un reale motivo, a guardare di più le statistiche all’interno dei confini nazionali, ma la vera sorpresa ė cosa sta facendo Amedeo in Eurocup: primo per punti (19.8) e per valutazione (26) davanti a giocatori da un “discreto” pedigree come Lasme, Mavrokefalidis o Wilbekin. I numeri non sono tutto, ma che in sei gare Europee stia dimostrando un’invidiabile continuità si, lo si può dire senza timore d’essere smentiti. 

Ma per dare una visione più completa ed un sapore diverso a queste cifre, è giusto ripartire da quest’estate, dalle valutazioni sviluppate da entrambe le parti come si ė soliti fare quando una stagione va in archivio ed un’altra sta per riniziare.

Amedeo ci ha chiesto di poter cambiare aria e io di questo ne ho preso atto, seppur non fosse nostra intenzione quella di metterlo sul mercato”. Queste le parole dell’amministratore delegato Alessandro Dalla Salda il 4 Agosto in una lunga, quanto puntuale, conferenza stampa che aveva sfiorato diversi temi tra cui la “telenovela” Della Valle, che aveva già vissuto diversi episodi e che altri ne avrebbe avuti nei successivi dieci giorni. 

 

È chiaro che queste dichiarazioni ufficiali non potevano lasciare indifferente una piazza che tanto aveva dato in termini di affetto ad un ragazzo dal talento cristallino, emergente, e che dopo le partenze dei tanti Italiani, si trovava legittimamente smarrita anche in seguito ad una stagione partita male con il jumper di Ragland in Supercoppa e finita peggio con il tiro dalla media di Leunen, entrambi a fil di sirena. Normale sentirsi “traditi” o almeno dispiaciuti, direte voi, da quello che era ed a tutti gli effetti ė un beniamino di chi frequenta via Guasco.

Anche noi nel nostro piccolo, ma neanche poi così piccolo ad essere sinceri, microcosmo di Arsanity (nostro “forum” di discussione) ci eravamo accorti quanto il pubblico fosse diviso su questo tema, e molti sono stati estremamente critici riguardo alla permanenza del nostro attuale capitano, perché è “pericoloso” per una società trattenere un giocatore che ha legittimamente manifestato l’intenzione di giocare all’estero competizioni più affascinanti e stimolanti; senza andar troppo lontano, anche chi scrive, ha sempre preso con le pinze e con cautela l’affaire Della Valle e non ho vergogna a dire che qualche dubbio ce l’avevo, perché credevo che lui avesse semplicemente ritenuto concluso il suo percorso a Reggio. E mi sbagliavo, perché sia la società, che il giocatore, hanno gestito bene una situazione che stava diventando piuttosto complicata.

L’approccio alle partite, la difesa, il metterci la faccia dopo le tante sconfitte iniziali, il fare gruppo, sono solo alcune delle cose che il Talento di Alba sta dando alla causa, perché se è quasi inutile soffermarsi sulle sue giocate sui ventotto metri, lo ė molto meno porre l’accento su tutte queste altre caratteristiche. Ha capito che ė, volente o nolente, il leader di questa Grissin Bon e si sta comportando, con umiltà, come tale. 

Tornando alla nostra ultima recita in quel di Cremona, due cose mi sono piaciute di Amedeo oltre ai due punti messi in classifica: il rincuorare ed incitare tutti i compagni all’intervallo per creare subito la giusta mentalità per il terzo quarto ( casualmente abbiamo fatto subito un break…) e la frase a fine gara dove ha definito quella vittoria “una delle più belle con la maglia della Pallacanestro Reggiana”!

E qui secondo me c’è il fulcro del discorso, ovvero il ritrovato orgoglio di un giocatore di personalità, che visto il momento di grandissima difficoltà corale si è preso letteralmente sulle spalle i compagni e li sta portando fuori dal tunnel di sei brutte, quanto pesanti, sconfitte; i numeri snocciolati sopra sono immaginabili in una squadra con un record vincente e dove tutto gira al meglio, ma metterli assieme in questa Grissin Bon autunnale è molto più arduo e complicato, pensate solo ad una banale considerazione: se foste l’allenatore che deve incontrarci, tatticamente in difesa come impostereste la partita? Chi raddoppiate? Per chi preparate qualche maggiore “attenzione”? Intendiamoci, è il destino di tutti i grandi giocatori, però ci siamo capiti…

Fatte tutte queste considerazioni, vi apparirà chiaro che il pensare ad un Amedeo MVP non ė un’utopia e anzi ha diritto di cittadinanza, soprattutto pensando a quando, dove e come questa stagione ha avuto l’incipit! E magari, un giorno, sarà proprio lui a guardare a questa annata come al passaporto della sua carriera internazionale…