Intervista ad Emiliano Carchia

Chiunque segua la pallacanestro attraverso la rete ed i social media non può non aver sentito parlare di Sportando, il sito di riferimento per il mercato, e non solo, della pallacanestro Italiana ed internazionale. Abbiamo scambiato due chiacchiere con l’ideatore e deus ex machina, Emiliano Carchia.

Ciao Emiliano… la prima domanda è facile: quando e in che modo ti sei avvicinato alla pallacanestro?

Ho iniziato a seguire la pallacanestro tardi. Sui 20 anni seguendo le partite della Virtus Roma da tifoso. Poi da lì è stato un crecscendo fino alla creazione di Sportando che è diventato il mio lavoro dal 2012.

Quando, invece, hai capito che sarebbe potuto diventare il tuo lavoro?

Più che capito ci ho provato nel 2012 quando mi sono ritrovato senza lavoro. Sportando era online già da tre anni (2009) come hobby ma che mi portava via la maggior parte del tempo. Era quasi una droga per me. Rimasto senza lavoro e con i numeri del sito dalla mia parte mi sono detto “E’ il momento giusto di provarci”. E devo dire che mi è andata bene perché da allora è il mio lavoro 24 ore al giorno 7 giorni su 7.

Da dove nasce l’idea di Sportando? Ci spieghi bene come funziona?

Già dal nome si capisce che l’idea iniziale non era un sito che parlasse solo di pallacanestro. Avevo iniziato a scrivere per dei siti di basket di alcuni amici. Prima Basket Central e poi Tripladoppia. Lì ho conosciuto Matteo Manna, che è prima di tutto un mio carissimo amico e poi è il webmaster di Sportando. Per scherzo un giorno a pranzo ci siamo detti, perché non facciamo un sito, così magari guadagniamo 50 euro l’anno per andarci a mangiare una pizza? Lui ha controllato i domini liberi ed ha trovato Sportando.net. Lo abbiamo comprato ed abbiamo poi deciso di scrivere solo di pallacanestro. Sin da subito in Italiano ed inglese.

Qual’è stato lo scoop di cui sei più orgoglioso e quale quello per il quale ti hanno bruciato sul tempo e che avresti voluto annunciare per primo?

Lo scoop di cui vado più orgoglioso è l’aver annunciato Quin Snyder come allenatore degli Utah Jazz tanto da avere il tag su Twitter sia di Marc Stein che di Adrian Wojnarowski.

Quello su cui ho più “rosicato” come si dice a Roma è la firma di Andrei Kirilenko al CSKA Mosca. Avevo lo scoop ma mi sono perso la mail in cui la mia fonte me lo annunciava perché era finita nello spam.

Spesso definisci ironicamente il basket italiano “in salute”.  C’è qualcosa in particolare che non ti piace e che vorresti cambiare?

Lo dico quasi sempre per scherzo. Anche se la pallacanestro italiana non mi sembra così tanto in salute come si vuole far credere. Mi piacerebbe che chi comanda ammettesse che c’è tanto da fare e non si vantasse solo di cose che alla fine fanno ridere. Ultimo la fan base di 12 milioni della Legabasket, superiore alla NBA.

Sei un esperto di mercato, ti chiedo quindi cosa pensi della campagna acquisti della Pallacanestro Reggiana e che risultato pensi possa ottenere in questa stagione.

Partire da coach Maurizio Buscaglia è stato sicuramente sinonimo di programmi ambiziosi, per quanto Landi abbia annunciato il suo addio a fine stagione. La partenza è stata a rilento ma poi sono arrivate quattro vittorie in fila. Credo che Reggio possa puntare ai playoff.

Ultima domanda. Quali sono, se si possono sapere, i tuoi progetti futuri? Ancora Sportando, che in poco tempo è diventato il sito di all news di riferimento per la pallacanestro, o hai mente altre sfide professionali?

Sportando è il mio lavoro 365 giorni l’anno e credo che lo resterà per molto (o meglio, lo spero). Mi piacerebbe aprire un circolo di padel. E’ uno sport che negli ultimi due anni mi ha rapito e che pratico non appena ho un momento libero. Ed avere dei campi sarebbe un sogno.