It’s All Hallows’ Eve!

E’ Halloween! La tradizionale festa delle streghe è forse la più “cestistica” di tutte le feste grazie a quello che ne è il simbolo più caratteristico, la zucca, che evidentemente altro non è che un ortaggio che cresce a immagine e somiglianza di una palla da basket. Non vi sembra lampante? Va bene va bene, potete non crederci, ve lo concedo. Ma forse pochi di voi sanno che il nome “Halloween” altro non è che la forma contratta del vero nome che nella tradizione popolare celtica, ma anche nella nostra, contraddistingue il 31 di ottobre, ovvero “All Hallows’ Eve”: la vigilia di Ognissanti. E a questo, dovete crederci.

Vigilia di Ognissanti che per noi rappresenta anche la vigilia di una delle partite più attese di tutta la stagione, forse la più attesa in assoluto, il derby con la Virtus Bologna, nemica storica dei nostri colori già dalle nostre prime apparizioni nella massima Serie e fino alla partita che entrambe le tifoserie hanno ancora ben scolpita nella memoria, quella vittoria di Reggio all’ultima giornata della stagione 2015/2016 che condannò le Vu nere alla prima retrocessione della sua storia.

All’epoca, un giovanissimo Simone Fontecchio si faceva già notare proprio in maglia Virtus, mentre Pietro Aradori, protagonista proprio quest’estate di un clamoroso cambio di sponda del Reno, giocava per noi. Ma la situazione di oggi è ben diversa. La squadra bolognese, grazie ai pesanti investimenti di Massimo Zanetti, e sotto la guida di un coach del calibro di Sasha Djordjevic, è in vetta alla classifica e si presenta al Bigi ancora imbattuta. Ma, soprattutto, guidata da un giocatore pazzesco come Milos Teodosic e, più in generale, forte di un roster di elevatissimo spessore.

Insomma, che crediate alle streghe o meno, e anche ammesso che vi facciano paura, di certo gli spauracchi che agitano i nostri sonni alla vigilia di questa sfida hanno nomi e volti ben noti: Teodosic appunto, campione ed mvp dell’Eurolega con un trascorso NBA alle spalle; Stefan Markovic, play/guardia di grande solidità che dopo essere passato giovanissimo da Treviso si è costruito una carriera di alto livello in Spagna e Russia; ma anche Weems, Hunter e il funambolo ex Cantù Gaines.

Sarà, per noi, il primo vero banco di prova dopo una serie di partite portate sì a casa con autorità, ma contro avversarie non dotatissime. In particolare, lo sarà:

  • per Gal Mekel, che è apparso in costante crescita, ha fatto vedere cose importanti ma in parte ha anche diviso il pubblico ostentando, in alcuni momenti, eccessiva sicurezza nelle proprie doti;
  • per Josh Owens che, anche grazie a Mekel, nelle ultime uscite ha banchettato su avversari non altrettanto dotati atleticamente ma troverà ad aspettarlo i centimetri e i chili di Julian Gamble;
  • per motivi opposti, sia per Vojvoda che per Johnson-Odom: il primo potrà dimostrare di essere anche contro una big quel realizzatore micidiale che è stato nelle ultime uscite; il secondo che, sentendo la sfida, potrebbe ritrovare la sua verve realizzativa apparsa un po’ appannata;
  • per una Reggiana, infine, che ancora non ha dimostrato continuità sui 40 minuti e che domenica potrebbe pagare a carissimo prezzo i passaggi a vuoto.

Giù le maschere, dunque, e zucche concentrate alla fatidica palla a due: a ottobre ci siamo riempiti la pancia di dolcetti; adesso è ora di tirare un bello scherzetto alla capolista, e a tutti i suoi “mostri”.