LA DURA VERITA’: preludio

Ci siamo quasi. Ancora un mese, giorno più, giorno meno, e sarà campionato. E’ il momento di sbilanciarsi, di dire la nostra sulla Grissin Bon e sulle altre contendenti, con la grande possibilità, per non dire certezza, di cannare clamorosamente e prestare il fianco a sfottò e sbeffeggi. Il rischio è grande ma dato che “è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare”, non mi sottraggo.

La nostra squadra parte rinnovata, più di quello che non farebbe intuire l’ingaggio di quattro giocatori nuovi. Innanzitutto nuova è la filosofia seguita per lo scouting ed il reclutamento: non più “usato garantito”, giocatori dal pedigree straconosciuto e referenziati dal punto di vista caratteriale, che in passato hanno fatto prevalere la ricerca dell’affidabilità a quella del talento. Maggior spazio, invece, alla qualità in senso assoluto, alla versatilità e all’atletismo. Un cambiamento epocale, che non casualmente arriva nell’anno del cambio di conduzione tecnica, figlia probabilmente della maniera di vedere il basket da parte di coach Cagnardi, e forse anche di qualcos’altro.

Dal mio punto di vista, la svolta è interessante e positiva negli intenti: non essendoci più la possibilità (o la volontà) di andare ad ingaggiare i vari Lavrinovic, Diener, Veremenko e simili, mi piace molto l’idea di andare a ricercare giocatori dal grande potenziale, che per un motivo o per l’altro non sono stati in grado di farlo emergere o perlomeno, senza continuità. Lo ritengo l’unico modo per poter sognare ed aspirare a “qualcosa di più”.

Di cosa, esattamente, non saprei nemmeno definirlo. Probabilmente di divertirci tutti quanti di più, con la speranza che la cosa sia coniugabile anche con risultati positivi sul campo.

Di certo il compito del coach non sarà semplice. La squadra, che per caratteristiche dei nuovi arrivati, definirei Sacchettiana, ha in seno la contraddizione di avere nell’asse play-pivot, due giocatori da pallacanestro anni ’80. Dato però, che come spesso si sente dire di questi tempi, “la diversità è una ricchezza”, speriamo che la cosa si riveli un arma in più, possibilmente non un boomerang.

Per quel poco che si può desumere dalla manciata di amichevoli disputate fino ad ora, le caratteristiche dei nuovi, sembrano abbastanza chiare:

Butterfield tecnicamente lo definirei “parecchio buono”. Ledo, non fosse per quel rapporto esclusivamente monogamista che ha con il pallone, non giocherebbe a Reggio dato che tendenzialmente sa cosa farsene quando gli capita in mano. Griffin ha mostrato alcune caratteristiche in comune con Jalen Reynolds e, in questo caso, non è necessariamente un complimento. Bisogna dire però che dei tre è sicuramente quello più indietro dal punto di vista fisico. E siccome credo fortemente nel detto “mens sana, in corpore sano”, mi aspetto che con il tempo inizi a realizzare del tutto su che pianeta è atterrato.

Ma dove potrà arrivare questa squadra? Bisogna essere realisti. Partiamo da un dodicesimo posto e ai playoff arrivano solo in otto. Le prime 5 dell’anno passato (Milano, Venezia, Brescia, Avellino e Trento) avranno quasi certamente un posto garantito nella post season, nonostante le ultime tre si siano parecchio rinnovate. I posti buoni sono quindi quelli che l’anno scorso hanno occupato Varese, Cantù e Cremona. Varese sembra la più attrezzata per provare a ripetersi, avendo puntellato in estate il roster già ben rodato ed affidabile dell’anno passato, ancora sotto la conduzione dell’espertissimo Attilio “artiglio” Caja. Per le altre due lombarde sarà ancora più difficile ripetere l’exploit dell’ultimo campionato, considerando la voglia di rivalsa di chi è rimasto fuori.

Sassari, l’acquisto migliore l’ha fatto in panchina, con il rampante Esposito al posto del ds Pasquini. La Virtus, sulla carta si è mossa molto bene, andando anche lei come Reggio, un po’ fuori dai soliti nomi ed allestendo una squadra certamente di alto profilo. A Torino le tribolazioni passate non sembrano aver abbandonato l’ambiente, e al di là della suggestione di aver portato un ex campione NBA in panchina, non è che si intraveda una linea chiarissima nella progettazione. Attualmente li pronosticherei tra il terzo e il quindicesimo posto….realisticamente però è una di quelle che ci possiamo mettere dietro e dobbiamo farlo. Trieste potrebbe sorprendere positivamente perché la squadra è buona, discretamente lunga e l’ambiente è carico a mille, come dimostrano gli oltre 3.500 abbonamenti sottoscritti fino ad oggi.

Brindisi, Pesaro e Pistoia bisogna necessariamente tenersele alle spalle.

Riassumendo: primi 6 posti proibitivi, la salvezza non dovrebbe essere in discussione, il 7/8 posto un obbiettivo possibile, seppur non facile. La storia degli ultimi campionati ci dice che la distanza tra gli ultimi posti per il treno play off e la lotta  salvezza è spesso ridotta a 4/6 punti. Va da sé che basterà poco, nel bene o nel male per poter inseguire un sogno o dover scacciare un incubo. Come sempre, anche gli infortuni potranno avere un peso determinante nelle sorti del nostro campionato. In questo senso, se il buongiorno si vede dal mattino, siamo spacciati.

Chiosa finale per ripassare il manuale del bravo tifoso in vista del nuovo campionato alle porte:

  • Si rema tutti dalla stessa parte
  • Pochi disfattismi (almeno per le prime 6 giornate)
  • Menarla poco con Cervi quì, Mussini là, Cagnardi “do vri vueter”, perché non siete originali e perché la squadra e questa e si tifa per questi
  • Crederci sempre

 

Questa è LA DURA VERITA’. Se non vi è piaciuta, guardate Basketime (come faccio io tutte le settimane).