La forza fisica ed il talento di Milano contro l’eclettismo offensivo di Reggio

(a cura di Flavio Fioretti)

 

La prima e la seconda in classifica hanno mantenuto i pronostici e meritatamente raggiunto la finale scudetto vincendo con Avellino e Venezia, due contendenti che hanno onorato fino in fondo un campionato stupendo e che rispondendo a tutte le nuove armi tattiche proposte in ogni partita, hanno fatto soffrire le 2 predestinate. Tutte le partite giocate in semifinale sono state avvincenti e talmente tirate che sarebbe bastato un canestro per cambiare i risultati, ma alla fine hanno vinto le squadre dalle panchine più lunghe ed attrezzate (13 giocatori per Milano e 11 per Reggio, ma che ora sarà priva di Stefano Gentile): il sapiente turnover proposto dagli allenatori durante i match ha garantito freschezza nei momenti chiave dove in ogni partita si è visto un protagonista diverso.

Reggio Emilia in semifinale ha unito il talento infinito del duo Lituano alla crescita individuale di tutti gli altri. La pressione difensiva sugli esterni, il raddoppio aggressivo sui pick ‘n roll nelle prime 2 partite di semifinale, l’apertura di Lavrinovic sui 3 punti dopo i blocchi, il post basso di Della Valle nell’ultima partita contro Green e l’estro offensivo di tutti gli altri, hanno fatto la differenza.

Milano, per stessa ammissione del suo coach, non offre un gioco spettacolare, creativo, ma ha mostrato carattere, cinismo e con la difesa e punteggi bassi ha chiuso la serie in trasferta con sei partite dopo aver già vinto in gara 4 a Venezia.

Quale sarà il fattore che sposterà il piatto della bilancia a favore dell’una o dell’altra?

Pensiamo che entrambe le squadre abbiano il 50% di probabilità di vincere, anche se Reggio sarà costretta a vincerne almeno una fuori. Milano non ha ancora mostrato costanza mentale e ha offerto il suo lato debole anche in casa, proprio contro Venezia, mentre Reggio ha dimostrato come le mura del Pala Bigi siano di anno in anno diventate sempre più casalinghe con il sesto uomo vero fattore per caricare i giocatori a prestazioni straordinarie.

In NBA nella finale di West Conference la velocità d’esecuzione e la forza d’attacco dei Golden State Warriors ha avuto la meglio contro i muscoli degli Oklahoma City Thunder; qui vedremo se le “scarpette rosse” riusciranno ad arginare il potenziale offensivo degli Emiliani che in un minuto sono in grado di fare un break di dodici a zero. Il contropiede a campo aperto, i tiri da 3 punti in transizione o su rimbalzo offensivo, l’utilizzo dei punti forti contro i deboli degli avversari potranno fare la differenza e anche in questa serie ci potranno essere delle armi tattiche interessanti: la difesa su Gentile, sui pick n roll di Simon e le giocate in post basso dei lunghi Milanesi contro le “folate individuali” di Della Valle, Kaukenas, Aradori e la pericolosità di Lavrinovic nel segnare ma anche nel servire assist. Molto bello il duello tra i playmaker ed i numeri 4: intrigante l’esito dello scontro tra Polonora e Sanders/Macvan e con la speranza di vedere il rientro di Veremeenko potrebbe essere riproposto il doppio lungo per pareggiare i muscoli di Milano, con Silins “libero” per stoppare il giocatore del momento.

Le due squadre si equivalgono e probabilmente saranno i dettagli a spostare il risultato. La battaglia a rimbalzo ed il numero delle palle perse possono essere determinanti, ma attenzione a chi sarà in grado di resistere alle “spallate” avversarie e chi avrà il maggior numero di protagonisti pronti a giocare, ad entrare dalla panchina, magari anche solo per qualche minuto, ma per fare la giocata vincente.

La finale mette di fronte le due squadre più forti, costruite per raggiungere questo risultato: Milano la più ricca che ogni anno è obbligata a vincere e cerca ancora di costruire gruppo solido, e Reggio Emilia, la squadra dei giovani Italiani e stranieri esperti che ha iniziato un processo di crescita 5 anni fa e che ogni anno ha inserito un nuovo tassello per viaggiare ai piani alti della Serie A raggiungendo la seconda finale consecutiva. Sarà interessante vedere quale arma tecnico-tattica sposterà gli equilibri, si potrebbe aprire un centro scommesse e chiedere ai tifosi quale aspetto farà la differenza, ma pensiamo che ogni partita avrà una “faccia diversa”, un tema nuovo da scoutizzare e lo spettacolo di questo sport terrà gli appassionati incollati al televisore. In bocca al lupo a tutti!