L’amore per il Gioco

Eh si, la società ha sempre creduto in lui, tanto da fargli un contratto di 5 anni, dandogli spazio, e lui, fin dalla prima intervista di presentazione a cui ero presente, ha sottolineato che aveva scelto il progetto di Reggio perché qui voleva mettere radici e crescere cestisticamente. E così è stato, ma è senza dubbio riduttivo parlare “solo” di società, perché tutta la città ha adottato immediatamente questo ragazzo di grande personalità dall’aria sognante.

Nato in una famiglia che respira basket, arrivato a fine marzo 2014, a quasi 20 anni, dopo tre stagioni negli States (Findlay Prep High School ed Ohio State) e dopo aver vinto gli Europei Under 20 da miglior giocatore l’estate prima, Amedeo è cresciuto esponenzialmente partita dopo partita fino a diventare la punta principale della Nazionale targata Sacchetti. Fondamentali i consigli di alcuni suoi compagni come Markoishvili, o come Kaukenas (a proposito, auguri anche a lui che oggi compie 41 anni!) e Lavrinovic che in queste stagioni lo hanno aiutato a maturare.

Non si possono certo dimenticare alcune prestazioni fantascientifiche come il suo career high (32 a Varese il 25 Ottobre 2014), la serie Scudetto con Sassari dove nacque la Faccia Cattiva, la conquista della Supercoppa nella sua Torino con il titolo di MVP, o i recenti play-off di Eurocup.

Non ci sono dubbi che la stagione in corso sia stata la migliore per il talento di Alba che ha dimostrato con i numeri e nei fatti di valere pienamente questo livello e l’inserimento nel miglior quintetto della competizione ne è la prova. Ironia della sorte quest’anno sportivo non era partito sotto i migliori auspici con la “telenovela” di quest’estate gestita poi bene dalla società e dal giocatore quando le ferie stavano terminando…

La cosa più importante di Amedeo, a mio modesto parere, non sono i canestri o le statistiche, ma l’amore che prova per la pallacanestro, la gioia di avere la palla tra le mani e questo fa sì che incarni un modello semplice da seguire per i bambini rapiti dal suo modo di fare e di giocare. È infatti indubbio che lui rappresenti un esempio positivo non solo per Reggio o per la squadra che lo accoglierà nel prossimo futuro, ma per tutto il movimento che necessita di un giocatore della sua classe e, cosa fondamentale, della sua fantasia, anche a costo di qualche pallone perso di troppo o qualche forzatura.

Ripensate ad esempio a quei 12 punti segnati in 5 minuti a Milano il sabato di Pasqua: non abbiamo vinto e non era una Finale di Coppa dei Campioni, ma un ragazzino davanti alla TV, o ancor meglio presente al Forum, se ne ricorderà e state certi che nella cameretta o al campetto imiterà lui e non un altro. È successo a chi scrive con Carlton Myers o con il Poz, geni della palla a spicchi, che magari talvolta ti fanno arrabbiare, ma che di certo ti fanno innamorare. Un istinto per il canestro che non si può insegnare o allenare, un po’ come quei centravanti che sanno dov’è la porta anche quando non la vedono.

Piroette, finte, arresti e tiro in contropiede con nessuno a rimbalzo, lay up a centro area e qualche amnesia difensiva: quando andrà via ci mancherà (tanto) tutto questo perché, come era nei suoi migliori auspici al momento della firma, qui si troverà sempre a casa…!

Auguri Ame!