Le ultime parole indigeste

Ma glielo vogliamo dire bravi a questi ragazzi? No perché… a dire che quest’anno sarebbe stata grama ci abbiamo messo poco. Due partite. E adesso che facciamo, ci rimangiamo tutto? Perché con quella di domenica siamo a tre doppia vu and counting, come direbbero appena al di là dell’oceano, una meno scontata dell’altra. Anzi, sapete che vi dico? Mi faccio aiutare… da voi (tranquilli: si dice il peccato, non il peccatore).

“Non si vedeva uno spettacolo così osceno dai tempi di Fultz”. Per rendere alla perfezione il gradimento di quanto visto all’esordio con Caserta, tra tutte quelle che ho sentito scelgo questa non tanto perché ce l’abbia particolarmente col figlio di John (ma nemmeno mi manca, intendiamoci), quanto perché rappresentante del nostro più recente medioevo cestistico. Erano anni, quelli, e non me ne voglia Ale Frosini che si allacciava ancora le stringhe, in cui lo spettacolo era di casa altrove.

Nel 1971-72 John Fultz è stato il miglior marcatore del campionato italiano, segnando 655 punti con la Virtus Bologna.

“Peccato aver perso la prima, perché delle prossime sei non ne vinciamo neanche una”. Ecco. Così parlò Zarathustra, mi verrebbe da dire. Ma, se avete seguito il bell’esperimento dell’allenamento microfonato, c’è un passaggio in cui Menetti dice proprio questo: “Dopo due giornate siamo usciti dal ranking… ci hanno fatto scivolare dove non si sa…”. Poi ha detto qualcosa che se non fosse stato microfonato avrebbe detto qualcos’altro, ma questa è un’altra faccenda. Lo stimolo, adesso lo possiamo dire, è arrivato bello forte, alla faccia degli uccellacci del malaugurio.

“Oggi è dura –pochi minuti prima della palla a due contro Venezia- perché LORO hanno una bella squadra”. E noi? Non voglio fare nomi oggi, non voglio parlare di singoli, di italiani, di stranieri… Venezia è una squadra profonda, ha giocatori in ascesa, ma anche più d’uno in evidente calo, e infatti è andata su e giù, in ascensore, e NOI abbiamo dominato l’incontro.

Nel 1970-71 è stato il miglior marcatore del campionato italiano, segnando 540 punti.
Suo avversario in maglia Fortitudo, nel 1970-71 Gary Schull è stato il miglior marcatore del campionato italiano, segnando 540 punti. La sua nr. 13 campeggia sulla curva del Paladozza a lui dedicata dopo la scomparsa.

Potrei andare avanti così a lungo, ma preferisco fermarmi qui, il messaggio è chiaro: non è ottobre il tempo di tirare le conclusioni. Per ora la realtà di questa squadra è lampante, abbiamo perso per strada talento ed esperienza, e stiamo lavorando per recuperarli grazie alla crescita e alla maturazione di talenti che si stanno consacrando, e alcuni definitivamente ritrovando. Abbiamo riabbracciato un Riccardo Cervi stupefacente, e chi mi conosce sa quanto questo giocatore mi abbia sempre lasciato perplesso. Non sono tanto i 18 di media delle ultime due a farmi ricredere, quanto i miglioramenti tecnici, la consapevolezza e la sicurezza che gli vedo mettere in campo. Bravo Ricky.

Per concludere, ne mutuo soltanto un’altra, questa volta estremamente positiva, perchè descrive la stessa emozione che ho provato anch’io e che, nella mia personalissima classifica delle emozioni sportive dell’anno, è subito balzata in vetta: “Diecimila e passa mani che applaudono dieci giocatori che sbucano da un tunnel, in vita mia, non le avevo mai sentite.”. Che non è verò, le ho sentite. Ma quella squadra non era la mia. Da brividi.

Sayonara PalaDozza. Anche se qualcosa mi dice che ci rivedremo.

La situazione degli italiani in campo (di tanto in tanto):

RE 567/800

PT 372/800

CR 287/805

MI 276/800

BS 275/800

TN 198/800

CE 187/800

CDO 177/800

VA 167/805

AV 160/800

BR 151/805

TO 150/805

VE 150/800

SS 146/800

PS 95/800

CT 45/800


Tot. 3.403/12.820 (26,6%)