Lietkabelis – Grissin Bon: le pagelle

GRISSIN BON

Mussini 6: Se la partita fosse durata un tempo solo, noi avremmo perso ma il Musso avrebbe un voto più alto. Nella prima parte di gara il giocatore dà infatti timidi segnali di risveglio, con una bomba al primo tentativo e anche un paio di pregevoli giocate difensive. Poi scompare all’ombra degli altri esterni.

Wright 5,5: Chi lo capisce è bravo. Partita dalla difficile lettura quella del lungo dell’Illinois perché, a ben vedere, non ne combina una giusta. Batte l’uomo poi cicca l’appoggio, accelera quando c’è da rallentare e rallenta quando c’è da accelerare. Nel break decisivo, non a caso, è seduto a guardare. Però è sempre nel fulcro delle azioni, offensive e difensive, e il suo tabellino alla fine dice doppia-doppia con quasi il 50% dal campo. Fuori fuoco.

Bonacini n.e.

Candi 5,5: Alla fine gioca più minuti di Mussini ma esce dall’anonimato solo grazie a una bomba importante. Un po’ pochino…

Della Valle 8: Fa le pentole, i coperchi, i manichi e le presine per non scottarsi. Il suo terzo quarto è un delirio di onnipotenza offensiva, a cui aggiunge rimbalzi e recuperi. Doppia-doppia anche per lui, grazie ai falli subiti: DIECI. Come il voto che meriterebbe ma, come si dice, dieci non si dà mai…

Reynolds 6,5: Parte bene, assistito dai compagni fa valere la sua esplosività. Poi si complica la vita commettendo il terzo e il quarto fallo e mettendo nei guai coach Menetti. Nel quarto decisivo, però, dà un contributo fondamentale dimostrando di aver una mano educata anche dalla media. La Coppa ti fa bello.

Markoishvili 6: Fa quello per cui è qui: difende, innesca i compagni, piazza qualche canestro pesante. Anche lui avrebbe portato a casa mezzo punto in più se non fosse uscito di scena un po’ troppo presto, nonostante a far canestro ci pensassero i compagni. A livello fisico, però, è in crescita.

Cipolla n.e.

Nevels 7: Squilli di tromba! Udite udite: Garrett Nevels è comparso nei radar. All’inizio sembra il solito canovaccio, col primo tiro che entra e poi solo errori. Ma nel quarto finale, chiamato a dar fiato a Della Valle, si prende il proscenio e con 10 punti in fila firma il break che decide la gara.

Sané 4: Dove sia finito il giocatore concreto delle prime uscite non è dato sapersi. La sua prima azione difensiva è così convincente che Menetti lo panchina dopo 16 secondi. Ci riprova e non va meglio: fallo in attacco e schiacciata sbagliata. A tratti è imbarazzante.

De Vico 6: Al di là delle cifre e del reale valore di questo giocatore, l’impressione è che se tutti mettessero sul parquet la sua intensità forse non vivremmo così tanto momenti di blackout. Porta a casa la pagnotta.

Tchewa Tchamadeu n.e.

Menetti 6,5: A fine partita, inquadrato durante la stretta di mano al coach avversario, è visibilmente sollevato. Del resto, ha avuto le risposte che voleva: la squadra è con lui, lotta, si incita, non deraglia. Adesso ha un nuovo rebus da risolvere, perché la sensazione è che Della Valle e Nevels si pestino i piedi e che trovare l’equilibrio tra i due possa essere decisivo per le sorti della squadra.

 

LIETKABELIS PANEVĖŽYS 

Tarolis 4,5: Gli arbitri gli regalano 2 punti dalla lunetta al posto di una stoppata subita; per il resto, si distingue per qualche sonora mazzata.

Juškevičius 6,5: Primo tempo al servizio della squadra, poi si mette in modalità realizzatore e i lituani, tutto sommato, ci perdono.

Aukstikalnis n.g.: Probabilmente ho sbagliato a scriverlo anche col “copia e incolla”.

Lavrinovič D. 9: Che bello vederlo giocare. Anche se non sta più in piedi. Anche se l’ultima tripla gli esce corta di 2 metri. Poesia in movimento, poi quel rilascio… Ci manchi in carne ed ossa.

Leonavičius 6: Contributo di quantità.

Talton 6: Va a sprazzi, non sempre fa la cosa giusta, ma alcune giocate ne fanno intravvedere il talento.

Lavrinovič K. 5,5: Annunciato come il giocatore più decisivo e in forma dei lituani, gioca una partita abbastanza abulica. Come il gemello, tecnicamente non si discute, ma produce meno nel doppio del tempo.

Jasaitis 6,5: Il “vecchio” Simas commette ben presto il suo terzo fallo: meglio per noi, perché quando è in campo fa tante cose buone.

Čepukaitis 5,5: Con quel fisicone poteva crearci grattacapi ben più gravi. Il DNA del lottatore non gli appartiene.

Peiners 6,5: Visto all’Europeo con la maglia della Lettonia, dove ha “strappato” la convocazione ai danni del nostro ex Silins, dimostra di avere grandi doti offensive, anche se a volte si perde in un bicchier d’acqua. Ha talento, ma a 27 anni compiuti difficilmente lo vedremo a livelli molto più alti.

Rimsa n.e.

Skucas n.g.: Entra nelle rotazioni di Stalbergs senza incidere.

Štālbergs (coach): La squadra del giovane coach lettone ha sprazzi di bel gioco e controlla a lungo le plance, ma se poi la palla non entra… In questo gioco finisce per avere un certo peso.