Lokomotiv Kuban Krasnodar – Grissin Bon Reggio Emilia: le pagelle

GRISSIN BON

Mussini n.g.

Wright J. 5: Nella partita in cui serviva la miglior prova da parte di tutti, ritroviamo invece il Wright frettoloso e sconclusionato che avevamo un po’ dimenticato. Il primo impatto è positivo, ma nei momenti di difficoltà si lascia travolgere insieme ai compagni dalle ondate del fiume Kuban. Stavolta, del nostromo, aveva solo la barba.

Bonacini n.g.

Candi 5,5: Non raggiunge la sufficienza nemmeno il “cinno”, che fatica a prendere le misure di una gara in cui gli sono passati davanti atleti di tutte le dimensioni e caratteristiche, la maggior parte dei quali programmati per uccidere. In coppia con Wright forma il duo di esterni difensivamente più affidabile, ma poi c’è da andare di là ed è in quel momento che escono ancora i suoi limiti.

White 5,5: Leggermente più centrato del connazionale e pariruolo, ma non può assolutamente bastare. Che le gambe non siano più quelle di una volta è assodato, ma nel momento di massimo bisogno delle sue mani, latitano anche quelle: il magro tabellino finale, sia personale che di squadra, ne sono la dimostrazione.

Reynolds 7: Esce ancora una volta dalla panchina il migliore di serata, che di nome fa Jalen, di cognome Reynolds, e di mestiere fa il lavoro sporco sotto ai tabelloni, battendosi con quelli grandi come lui. E lo fa piuttosto bene, soprattutto alla voce rimbalzi (9) e stoppate (ben 4, per la gioia di grandi e… Ragland); quanto a mira, invece, serata rivedibile. Di sicuro, se tutti i suoi compagni avessero messo in campo la stessa energia, avremmo visto una partita diversa.

Markoishvili 6: L’aria della vicina Georgia sembra averlo rinfrancato quando in avvio con un paio di super difese e una bomba propizia lo 0-5 iniziale, ma presto anche Manu si impantana nella sabbie mobili del parquet di Krasnodar dove i nostri avversari dimostrano di sapersi destreggiare molto meglio di noi. Gioca soprattutto per la squadra, regalando qualche assist pregevolissimo, ma da lui ci aspettiamo sempre qualcosa in più.

Wright C. 6,5: E’ in fiducia e sta bene Chris Wright, e nel primo tempo Menetti lo risparmia forse un po’ troppo visto che aveva dimostrato sin da subito di essere in palla e di non temere i lunghi avversari, attaccando il canestro di gran lena. Per lui anche 4 assist, ma stavolta non basta.

Cervi 5: Cerca Elegar, ma non lo trova quasi mai. Non sappiamo se gli impegni ravvicinati ne stiano condizionando il rendimento, ma in questa partita il nostro capitano è apparso davvero sotto tono, chiudendo con appena 4 punti in meno di 10′ di gioco.

Nevels 6: Di incoraggiamento, e perché è stato l’unico tra i nostri esterni a dare una mano a rimbalzo. Ma, pur consci del fatto che non sia certo abituato a partite di questo livello, urge che trovi la maniera di non fare sempre tutto a metà: va al ferro deciso salvo poi alzare i paraboloni per evitare la stoppata, difende forte qualche secondo poi cala il braccio, non sempre dà l’impressione di sapere bene cosa fare del pallone finendo per far girare a vuoto l’attacco. Nonostante questo, 2/2 dall’arco e 9 punti ne fanno il terzo miglior marcatore dei nostri.

Llompart 5: Forse ha ancora in mente i 4 falli dello spareggio con lo Zenit, perché in difesa non usa il corpo come e quanto dovrebbe, per non parlare della gambe. Forse pensa che per rispetto alla sua età e agli anni di militanza gli avversari dovrebbero essere un po’ meno aggressivi e gli arbitri avere un occhio di riguardo. O forse tutt’e due. A noi piacerebbe che smettesse di pensare e che giocasse con quella sfrontatezza tipica degli iberici, che il freddo emiliano sembra aver annichilito. Dai Pedro, the time is now, è ora di buttare il cuore oltre l’ostacolo e di tirare fuori le cartucce migliori. Sappiamo che ce le hai.

De Vico 5,5: Ancora ebbro dei fasti pistoiesi, questa volta deve fare i conti con una difesa che il canestro è disposta a farglielo vedere mai, o quasi. La solita energia per Niccolò, ma poco più.

All. Menetti 6: L’assenza di Della Valle non è un alibi, ma pesa, eccome se pesa. Quando il suo attacco batte in testa, non c’è il giocatore in grado di costruirsi il tiro da solo, oltre naturalmente a quello che sarebbe stato l’uomo su cui la difesa avversaria avrebbe dovuto porre la maggior attenzione. La Grissin Bon alterna momenti in cui è estremamente centrata e determinata, soprattutto in difesa, ad altri in cui non gioca da squadra vera. E contro avversarie di questo tipo, di questi momenti non te ne puoi permettere nemmeno uno.

LOKOMOTIV KUBAN

Collins 7,5: Partita totale dell’ex Montegranaro che, senza tanti fronzoli, condisce la sua doppia cifra con 5 rimbalzi e 6 assist, giocando sempre in grande controllo.

Antipov 7: Difende forte, fortissimo, e se lo lasci libero sul perimetro ti castiga. Basta poco, per fare molto male.

Ragland 5: Nervoso e impreciso, anche dalla lunetta, finisce per sbroccare con Candi a partita già in ghiaccio. Stoppato.

Barburin n.g.

Lacey 6: Senza lode e senza infamia, capisce che non è la sua serata al tiro e lascia agli altri quel fondamentale.

Ivlev n.e.

Ilnistsky 6,5: Soldatino, nei pochi minuti giocati ha però un ottimo impatto.

Khvostov 5,5: Pochi minuti in campo per spendere qualche fallo.

Elegar 7: Altro bruttissimo cliente per i nostri lunghi, Frank Elegar. Giocatore dinamico e spiccatamente verticale, ci martella nel pitturato, dove domina anche a rimbalzo.

Babb 6,5: Segna tre bombe molto pesanti, all’infuori delle quali non si distingue.

Kulagin 6,5: Solita partita di grande energia, attacca il ferro e va forte a rimbalzo e piazza lo zampino in diverse giocate che hanno fatto pendere l’ago della bilancia in favore della propria squadra.

Qvale 7: Ovvero l’ABC del pivot: muscoli e fondamentali per una prestazione di tutta sostanza.

All. Obradovic 7: Il marchio dell’allenatore serbo è impresso a fuoco su ciascuno dei suoi giocatori, richiamati puntualmente al più piccolo segnale di negligenza. La forza di questo Kuban sta nell’aggressività, sia difensiva che a rimbalzo, e in un gioco offensivo che non addormenta mai la partita. Lo sapevamo, e adesso lo abbiamo anche visto.