Openjobmetis Varese – Grissin Bon Reggio Emilia: Le pagelle

GRISSIN BON REGGIO EMILIA 

 

MUSSINI 5,5: Tanti minuti ma poca produttività per Mussini che dopo un buon avvio vede calare drasticamente le proprie percentuali, scontando nella metà campa difensiva il gap fisico con gli avversari, come quasi tutto il nostro pacchetto di esterni.

ALLEN 4: Se continua così, i suoi mancati rientri in difesa dopo gli errori (cioè, quasi sempre) diverranno proverbiali. Il “rientro-Allen”, ovvero quando un giocatore non rientra in difesa. Difetta drammaticamente in quasi tutte le letture di gioco, capacità che abbina a percentuali di tiro imbarazzanti. Però poi, in difesa… Ah, no. In difesa è una sciagura.

DIXON 6: Di incoraggiamento, “medione” del pollo tra una partita più che sufficiente in attacco ma anche ampiamente insufficiente in difesa, dove si dimostra un vero e proprio telepass. Con l’aggravante di commettere presto i 5 falli che il regolamento mette a disposizione prima di costringerti a sostituire le scarpe con le ciabatte. Pillastrini lo impiega più che altro da playmaker, lui mixa momenti di regìa a soluzioni personali sia dal palleggio che in penetrazione, ma per il nostro bene deve far vedere tutt’altra disponibilità nella metà campo difensiva.

CANDI 7: Ci prova fino in fondo Leo, nella veste inedita di guardia che sappiamo non essere tipicamente nelle sue corde. E invece, il giovane bolognese è preciso dall’arco ed è uno dei pochi in grado di scuoterci nei momenti di difficoltà. Come già detto, però, non possiamo aspettarci che sia lui a salvare la baracca.

RICHARD 6: Dopo un avvio incoraggiante, in cui il suo ingresso in campo è coinciso col ritorno in partita della nostra squadra (o forse dovrei dire l’ingresso), si perde nelle pieghe di una partita praticamente già compromessa forse condizionato da una forma fisica non impeccabile. Può dare una mano in difesa e a migliorare la fluidità del nostro gioco offensivo, ma per averne conferma dovremo aspettare almeno un altro paio di match.

AGUILAR 6: Il giocatore che ci ha fatto stropicciare gli occhi è solo un lontano ricordo. Accende e spegne la luce, trovando nel secondo quarto un momento di grande intensità che però paga commettendo presto il terzo fallo. Ha il bagaglio tecnico e fisico per diventare il leader biancorosso, ma per farlo non bastano qualche rimbalzo in attacco e un paio di fiammate, deve essere costantemente il perno di questa squadra.

GASPARDO 6,5: Rinvigorito dalla pausa, gioca una partita decisamente positiva segnando diversi “long-two” e risultando il migliore dei nostri per valutazione. Deve giocare da ala pura per dare il meglio, anche se i piedi non sono quelli di Speedy Gonzales. Ma soprattutto dimostra che, almeno quando il tiro gli entra, può rimanere psicologicamente nella partita e dare una mano.

VIGORI n.e.

CERVI 4,5: Il capitano, l’auto-proclamato leader, è una vera zavorra. Cain banchetta in avvio e nel decisivo terzo quarto, dominando il confronto diretto con Riccardo come -a memoria- quasi tutti i pariruolo hanno fatto questa stagione. Qualche domanda, a questo punto… Sarebbe decisamente il caso di farsela.

ORTNER 5: Bene in avvio, quando avvicenda Cervi restituendo alla nostra compagine una certa quadratura difensiva. Purtroppo per noi, la ripresa non è all’altezza della prima frazione.

LLOMPART n.e.

DE VICO n.e.

PILLASTRINI 5: Il voto lascia il tempo che trova, abbiamo perso e quindi è insufficiente. Più importante di questo, dato che ha potuto lavorare in palestra nella lunga pausa, proviamo a dire cosa si è visto. Di certo non si è vista una squadra con la bava alla bocca, pronta ad andare oltre ai propri limiti per centrare il risultato non tanto con la tecnica e il talento, che sono pochini, ma col desiderio e l’agonismo. L’avvio di partita ne è la prova, dato che dopo nemmeno 6 minuti avevamo già subito 20 punti. Si è vista più pazienza in attacco, dove la palla almeno nel primo tempo è circolata di più, e più velocemente. Questo dovrà continuare anche dopo due-tre tiri sbagliati, senza lasciare che il calo delle percentuali mini la fiducia dei nostri giocatori, individuale e verso i proprio compagni. Si è visto che quanto detto dal coach stesso dopo Cantù, ovvero che con la nostra coppia di lunghi non possiamo concedere certi numeri agli avversari, non è proprio vero… Non a caso, dopo i 32+9 di Jefferson, sono arrivati i 19+15 di Cain oltre all’immancabile sconfitta alla voce rimbalzi. Più in generale, non si è vista una squadra in grado di invertire la tendenza, che è brutta assai.

 

 OPENJOBMETIS VARESE

ARCHIE 5,5All’andata fu uno dei più positivi, non si conferma offrendo una prova piuttosto incolore.

AVRAMOVIC 8: Per contro, proprio colui che all’andata fu il “grande assente” giocando una delle partite più brutte della stagione, purtroppo per noi decide di non ripetersi e anzi riscatta abbondantemente quella prova segnando, catturando rimbalzi e rubando palloni vaganti, anticipando i nostri ricevitori. Impeccabile.

IANNUZZI n.g.: Pochi minuti. Forse farebbe più comodo a noi.

SALUMU 6,5: Giocatore duttile che fino ad ora a Varese non aveva inciso particolarmente. Fino ad ora.

SCRUBB 7: Il suo straordinario livello atletico non ha nulla a che fare con questa partita. Se ci aggiungete che trova anche solide percentuali al tiro, il risultato è una prestazione da 15+8 sul velluto. Avercene.

TAMBONE 6: Impiegato per tenere alto il livello di energia dei lombardi, non tradisce il suo coach.

CAIN 7,5: Io impazzisco per questi pivot di stazza, pur leggermente undersized, ma che compensano con una mobilità, un’energia e un senso della posizione che fanno spavento. E quando ce li troviamo contro, ci fanno il culo. 29 di valutazione. Quella dei nostri due pivot, messi insieme? 14. Meno della metà.

FERRERO 6,5: “Vi mettiamo a Ferrero e fuoco”, recita uno striscione dei tifosi di Varese. Detto, fatto.

MOORE 5: Apre la gara con una bomba, poi il mirino perde la messa a fuoco. Ma costa poco, a far canestro ci hanno pensato gli altri.

CAJA 7: Non c’è bisogno di inventarti grandi cose se convinci i tuoi giocatori a giocare 40′ sulle linee di passaggio senza beccare in continuazione dei back-door, ad andare a rimbalzo in attacco senza esporsi troppo al contropiede avversario, a difendere alla morte da una parte e a contenere le palle perse dall’altra. I risultati si vedono nella posizione di classifica di una squadra che non è certo una corazzata ricca di talento e giocatoroni, ma che ha forze sufficienti per fare bene e con grande voglia riesce a fare molto meglio. Praticamente, la nostra antitesi.