PAGELLONE FINALE

Se è innegabile che il derby non sia una partita come tutte le altre, è altrettanto vero che giudicare una partita senza particolari obiettivi di classifica sia poco significativo. Preferiamo quindi dare un giudizio sull’intera, tribolata, stagione che la squadra ha appena terminato.

Se i miei giudizi troveranno il favore di chi legge o meno, dipenderà, fondamentalmente, dal “peso” che ciascuno attribuirà al percorso, innegabilmente straordinario, che la squadra ha compiuto in Europa, fermo restando una certa delusione per il mancato approdo ai playoff, in campionato.

WRIGHT J. 6,5: ha saputo portare alla sublimazione il concetto di “croce e delizia”. Capace di farci esaltare e disperare, non solo all’interno della stessa partita, ma anche della singola azione. Figuriamoci nel corso di una stagione, al via della quale si è presentato con una condizione fisico/atletica non propriamente ottimale, eufemismo. Ci sarebbe poi anche un certo equivoco tecnico, considerando che, arrivato come ala grande titolare, ha dimostrato di fare la differenza soprattutto se schierato da pivot. Detto questo, rimango convinto di due cose: 1) nel complesso mi aspettavo di più. Sicuramente in termini di continuità: meno picchi, nel bene e nel male, ci avrebbero negato sicuramente momenti di esaltazione pura, ma avrebbero dato qualche certezza in più alla squadra, invece troppo alla mercè delle lune del giorno del barbuto americano. 2) tanti dei successi ottenuti, specialmente in Europa, sono passati dalla sua capacità di alzare il livello di gioco, grazie al suo talento. Il fatto che non faccia mai due anni consecutivi nella stessa squadra e che non si sia confermato a livello top europeo, sta proprio nell’incapacità di mantenersi sempre su quegli standard.

Prospettive future: lontanissime da Reggio, per motivi di economici in primis, ma anche di empatia con la piazza, alla quale forse piacciono più giocatori “ meno professionisti” ma con più cuore.

BONACINI 6: al limite del “senza voto”, avendo avuto ben poche occasioni per mettersi in mostra, nelle quali ha comunque fatto vedere di avere personalità e di poter dare un contributo, almeno a livello difensivo.

Prospettive future: E’ ora di iniziare a giocare con continuità. In base alla costruzione della squadra, sarà da vedere se rimanendo a Reggio o andando in prestito. Probabilmente, dovendo dimostrare ancora tanto, sarebbe meglio ritagliargli un po’ di spazio qui.

CANDI 6,5: stagione iniziata tra mille difficoltà, tra un grave infortunio, passato forse troppo in sordina ma limitante per un giocatore con le sue caratteristiche, e una squadra con davvero tante incognite per supportare adeguatamente un esordiente totale come lui, specie nel ruolo di playmaker. Ciò nonostante, la crescita è stata esponenziale, culminata con le prestazioni da vero leader, elargite nei quarti di finale di Eurocup contro lo Zenit. Nel finale, una flessione più che comprensibile. Il rapporto tra palle perse ed assist è da veterano. Sta però anche ad evidenziare come debba crescere in termini di responsabilità offensive dove, va detto, ha dato il meglio relegando ad altri i compiti di regìa. In questo ci aspettiamo i più grossi miglioramenti nel prossimo futuro.

Prospettive future: blindato, grazie a Dio. Capitan Futuro.

DELLA VALLE 8,5: la mancata partenza estiva, da lui auspicata, rischia di essersi trasformata nella più insperata delle sliding doors. La permanenza a Reggio, con il conclamato ruolo di leader assoluto, ne ha ribadito una volta in più, personalità, talento e leadership. Difficile spendere altri aggettivi senza abusare di parole già scritte e dette durante una stagione che l’ha visto raggiungere lo status di stella assoluta, sia in Eurocup che in Nazionale, dove di fatto è il leader emergente. Sicuramente il più grande talento visto a Reggio dai tempi di Basile. Ha zittito tutti gli scettici che lo avevano pronosticato demotivato e rinunciatario per essere rimasto, dimostrando grande professionalità e passione per il gioco. Super.

Prospettive future: andrà a Milano.

WHITE 6,5: arrivato a stagione in corso per dare una mano con il suo talento e la sua esperienza, non si può dire che non abbia adempiuto positivamente a quanto richiestogli. Giocatore nuovo rispetto al “giovane White”, con meno balzi ma più sapienza, perfettamente aderente al nuovo ruolo, non più di stella assoluta ma di ottimo co-protagonista.

Prospettive future: uno dei pochi stranieri per il quale potrebbe aver senso fare un ragionamento sulla possibile permanenza. In estate sarà però nuovamente impegnato nella Big 3, la lega di 3c3 americana, divenendo quindi eventualmente disponibile a stagione iniziata. Al contrario di quello successo quest’anno però, la squadra dovrà necessariamente farsi trovare prontissima fin da subito, di conseguenza, non scommetterei di rivederlo a Reggio. Peccato.

REYNOLDS 6,5: con il voto positivo preferisco concentrarmi soprattutto su quanto di altamente positivo fatto vedere, specialmente in Coppa, dove ha decisamente dimostrato le cose migliori, seppur confrontandosi contro avversari di alto, altissimo livello. Per il resto tanto del solito Jalen, con un’alternanza di prestazioni super positive ed anonime, senza soluzione di continuità. Nel complesso però anche tanti passi avanti specialmente nel controllo della sua irruenza che l’anno scorso spesso lo portavano ad andare “oltre”, tra falli tecnici ed antisportivi. Non sono particolarmente originale nel dire che se saprà mettere da parte alcune distrazioni e rimanere concentrato e professionale, potrà davvero arrivare molto in alto, almeno a livello europeo. Glielo auguriamo, perché è un ragazzo d’oro che si è perfettamente calato in una realtà distante anni luce da quella delle proprie origini.

Prospettive future: ritengo che la vetrina europea sfruttata al meglio, lo porterà da qualche parte del vecchio continente a strappare un contratto economicamente molto più interessante di quello che eventualmente potremmo proporgli a Reggio.

 

 

MARKOISHVILI 5,5: ci sono due considerazioni possibili da fare. La prima di carattere puramente tecnico, dove è innegabile che a parte un paio di mesi, nella parte centrale della stagione, abbia avuto un  rendimento deludente, non al passo delle aspettative riposte. L’altra di carattere emotivo, di personalità e di leadership, dove, sapendo di rischiare la scomunica, penso si possa dire che abbia degnamente raccolto il testimone lasciato vacante da Rimantas Kaukenas. Nel suo momento migliore ha saputo trascinare la squadra, con la sua voglia, la sua grinta ed il suo esempio, anche in difesa, dove ha sempre lottato. Dal punto di vista dell’atteggiamento, sicuramente una stagione encomiabile. Il problema è che il  momento migliore è durato troppo poco e nel complesso le sue difficoltà, al fine del giudizio ma anche del risultato finale di squadra, hanno pesato più che le cose positive e i lampi di classe, fatti solo intravedere. Le condizioni fisiche precarie, sono una grandissima attenuante e, a ben vedere, erano ben note. Probabilmente però, se fosse stato in altra condizione, a Reggio non sarebbe nemmeno venuto.

Prospettive future: In una stagione che si preannuncia difficile, forse ancor più di quella appena finita, la sua esperienza ed il suo carisma potrebbero anche essere utili. Ma a che prezzo? Se il trend di ristrettezze economiche pare confermato e forse acuito, diventa fondamentale cercare di avere certezze, prima di tutto dal punto di vista fisico e atletico. Salvo quindi non si accontenti, e non di poco, a livello pecuniario, pare realistico e forse corretto rinunciarci, seppur a malincuore per il professionista che si è confermato essere.

WRIGHT C. 5,5: giocatore che qualcosa ha fatto vedere ma che è stato troppo condizionato dagli infortuni. In assoluto poteva forse fare qualcosa di più anche se il suo arrivo ha certamente conferito alla squadra una guida esperta e con punti nelle mani. Autore di alcune prove decisive, soprattutto in Eurocup (a Gerusalemme e in gara 3 contro lo Zenit), nel finale di stagione, causa anche l’assenza di Amedeo, è dovuto andare anche oltre le proprie competenze, ritrovandosi a volte “fuori giri”.

Prospettive future: vale un po’ il discorso fatto per Markoishvili. Che certezze fisiche può dare questo giocatore? Peccato perché è un leader, è uno dei pochi esterni che abbiamo visto quest’anno capace di arrivare al ferro.

CERVI 5: la peggiore stagione di Riccardo degli ultimi 3/4 anni, inutile girarci intorno. I problemi fisici ed il grave infortunio patito, anche per lui hanno inciso e non poco. Ma anche adesso, a distanza di mesi, risulta difficile capire se si tratti di una condizione fisica ancora da ritrovare (come personalmente propendo) o di altre difficoltà. Fatto sta che il rendimento atteso era certamente superiore a quello che abbiamo potuto vedere. Nel primo anno da capitano, certamente non l’ha aiutato rimanere così tanto lontano dalla squadra per doversi curare.

Prospettive future: è uno dei pochi ad avere il contratto anche per l’anno prossimo, quindi salvo sorprese clamorose dovrebbe rimanere. Nella costruzione della squadra, occorrerà necessariamente tenere conto degli acciacchi con la quale deve convivere e trovare qualche pari ruolo che sappia completare al meglio le sue qualità, coprendone limiti, come a rimbalzo e garantendo fisicità e tenuta atletica.

NEVELS 5: giocatore di talento fisico ed offensivo che però si è ritrovato in una situazione attualmente più grande di lui. In particolare deve crescere tantissimo nel giocare in una squadra dove non abbia sempre la palla in mano e dove non sia la stella assoluta, situazione che in carriera doveva ancora provare. L’equivoco più grosso è però quello che doveva essere in grado di giocare playmaker, alleggerendo di responsabilità Mussini e Candi, cosa che i fatti hanno dimostrato non essere assolutamente nelle sue corde.

Prospettive future: ha recentemente rescisso il contratto dopo aver rifiutato proposta di rinnovo. Meglio così perché la nuova guardia Usa, dovrà raccogliere le responsabilità offensive di Della Valle, la speranza è che quindi arrivi un giocatore più pronto.

LLOMPART 7: pur non impazzendo per i giocatori che fanno poco canestro e difendono il giusto, è innegabile che l’arrivo dello spagnolo abbia dato quell’ordine e quella tranquillità di cui la squadra necessitava disperatamente. Se è vero che l’eredità non era delle più pesanti, c’è da dire che Pedro ha messo anche del suo per prendere la squadra per mano e non a caso il rendimento di tutto il collettivo è decisamente lievitato dopo il suo arrivo. Considerato poi che è stato reclutato in fretta e furia per l’infortunio occorso a Chris Wright, non si può non complimentarsi con Frosini per la bella pescata.

Prospettive future: nel finale di stagione ha iniziato ad accusare la fatica e vista anche la carta d’identità, sembra difficile che possa rientrare nei piani futuri della società.

DE VICO 6,5: la dimostrazione vivente che certe volte, prima di dare giudizi, soprattutto verso i giocatori più giovani, sarebbe meglio aspettare. “Bollato” frettolosamente da molti come inadeguato alla serie A, per essere gentili, ha dimostrato di essere un grande lavoratore, dotato di una buona mano, ma soprattutto di intelligenza cestistica di primo livello, ritagliandosi pian piano sempre più considerazione e spazio nelle rotazioni del coach, il tutto nonostante diversi problemi fisici che certamente non l’hanno agevolato. Probabilmente per diventare un giocatore di primissimo livello gli manca un po’ di atletismo, però ha tutto per costruirsi una lunga carriera nella massima serie (a me ricorda moltissimo Sacchetti Junior).

Prospettive future: sotto contratto anche l’anno prossimo, oltre all’opzione per la società di prolungare il rapporto per due ulteriori stagioni.

MUSSINI 5: tanta delusione per il rendimento di Federico, perché tanta, probabilmente troppa, era l’aspettativa che molti, società in primis, avevano su di lui e sulle sue capacità. Il risultato però è che ne è rimasto schiacciato, in continua difficoltà sia a livello offensivo che difensivo. Ha sicuramente molte attenuanti, perché se è vero che una guida più esperta ed affidabile avrebbe aiutato molto la squadra, è altrettanto vero che una  squadra più pronta e più in palla, nei suoi uomini più importanti, ne avrebbero supportato la crescita e nascosto qualche lacuna.

Prospettive future: la prossima potrebbe essere la stagione più importante per la carriera di Federico. Sarà importante quindi che ponderi bene le sue scelte, avendo la possibilità di rimanere in prestito ancora un anno, andando a scegliere una situazione dove sia certo di avere spazio e responsabilità adeguate al suo livello attuale. Avrà comunque un ulteriore anno di contratto per dimostrare in biancorosso tutto il suo talento.

MENETTI 7: nonostante la mancata qualificazione ai play off, non riesco a definire negativa la stagione ed il lavoro di un allenatore, che nonostante sia iniziato tra mille difficoltà, ha saputo portare la società al punto più alto della sua storia, entrando nella top 20 europea.

La squadra che ha terminato il campionato sarebbe stata in grado di giocarsi tranquillamente la qualificazione ai play off, ma tale squadra partiva dal fardello dell’iniziale 0/6 che, statistiche alla mano, la esponeva più al rischio retrocessione che a possibili sogni di gloria. La realtà dei fatti è che la squadra si è trovata a giocare le gare decisive per il miracolo playoff, scarica a livello mentale e in grossa emergenza fisica, non potendo contare, per diverse partire, su Della Valle e De Vico.

Prospettive future: leggendo vari commenti, noto che tanti parlano di “chiusura di un ciclo”, di “ora di cambiare”. Personalmente ritengo che il ciclo di un allenatore si chiuda quando non sia più in grado di dare il meglio di sé, quando non abbia più la capacità di tirare fuori il meglio dai propri giocatori e quando non abbia più la propensione a migliorarsi. Non ho visto niente di tutto ciò in Max Menetti e l’ultima partita giocata dai “suoi ragazzi”, penso ne siano la dimostrazione più bella.