Abbiamo perso? No, abbiamo vinto!

Ė stata una bellissima avventura quella dei biancorossi quest’anno in Eurocup, iniziata senza particolari ambizioni, ma conclusasi con un’insperata semifinale. Sei mesi di viaggi, di lunghe e faticose trasferte, di arene fantascientifiche e di avversari di livello assoluto; partiti con un roster giovane avevamo preso questa competizione per farci le ossa e per toglierci qualche soddisfazione con l’obiettivo di passare il primo turno. Causa infortuni, la rosa è stata ritoccata e l’inserimento dei due play e di White ha senza dubbio elevato il tasso tecnico, ma soprattutto l’indice dell’esperienza, fondamentale per fare strada a queste latitudini.
A mio avviso la vittoria a Kazan nella Top 16, a tre giorni dal derby perso e con una classifica lacunosa, ė stato il vero turning point di questo nostro viaggio; in casa di uno “squadrone” abbiamo acquisito quella consapevolezza necessaria per affrontare le gare seguenti con la giusta mentalità. Non è casuale che siano arrivati gli hurrà ancora con Kazan, con l’ASVEL in un vero e proprio spareggio e con lo Zenit nei quarti.
Ci siamo fermati davanti ad una corazzata con una disponibilità economica ben superiore alla nostra, che ha dominato numericamente e come gioco la competizione da Ottobre ad oggi!
Alla terza partecipazione in quattro anni (la stagione scorsa siamo stati obbligati a stare sul divano…), siamo passati da un bilancio di 2-8 a una “Final Four”, passando attraverso un’eliminazione nelle Last 32 (2015-16). 

Questa è stata l’Eurocup di Amedeo che è diventato il nostro leader naturale non attraverso parole e proclami, ma sfornando prestazioni sempre più continue e di sostanza, diventando uno dei big della competizione.

Questa è stata l’Eurocup del “Cinno” Leo Candi, della crescita esponenziale, quando è connesso, di Jalen, dello staff (Blatt, Djordevic, Sasa Obradovic e Menetti i 4 semifinalisti…), della società brava a rimanere sempre fedele a Bertomeu e soci, ma soprattutto della città che si è finalmente “geolocalizzata” sulla mappa d’Europa. Eh sì, perché forse la novità più rilevante è proprio questa per un pubblico che aveva sempre visto ai traguardi internazionali con distacco, perché troppo lontani o forse perché nella nostra mentalità il campionato aveva sempre un ruolo predominante. Quest’anno invece la città, presa per mano dalla squadra, sembra aver fatto un ulteriore step nella direzione di un feeling nuovo, a cui probabilmente non eravamo abituati. 

È stato un percorso entusiasmante come un’onda cresciuta turno dopo turno che ha travolto tutto e tutti, e anche gli euroscettici si sono dovuti ricredere davanti ad eventi di tale portata. Siamo entrati, a conti fatti, tra le 20 squadre (16 d’Eurolega più le 4 semifinaliste) più competitive del vecchio continente. 

Anche ieri, al di là dell’onorevolissima sconfitta, il pubblico si è regalato un’altra serata emozionante, che volente o nolente rimarrà scolpita nella storia di questa società; si è trattato infatti del primo sold out assoluto da quando è stato completato il restyling del PalaBigi. Quattromilacinquecentotrenta pazzi di basket che si sono dati appuntamento per entrare nell’ultimo capitolo di questo splendido libro. Ultimo per quest’anno, perché ci abbiamo preso gusto, e quando la comprensibile amarezza per l’eliminazione sarà scemata, avremo ancor piu chiaro che non abbiamo perso, ma vinto…Complimenti a tutti!