Questione di punti di vista

Partiamo subito da un dato di fatto: e sono cinque. La Grissin Bon suggella la sua Pasqua cestistica vincendo contro Torino la sua quinta gara consecutiva, e stacca il biglietto per la post season. Facile? Difficile? E’ questione di punti di vista.

Un mese e cinque partite fa uscivamo sconfitti dall’ennesima tenzone con Avellino, al termine di un supplementare. Quella domenica, i cappelletti che ci aspettavano a tavola si sono raffreddati nel piatto: terza sconfitta di fila e stomaco chiusissimo, non era proprio cosa. Un ottavo posto in coabitazione indigesto anche ai vegani.

Termometro della classifica, freddino. Pari a quota 22 con Torino e Brindisi, Brescia e Pistoia a un’incollatura, secondo posto a -6.  Termometro dello spogliatoio, rovente. Tutti in ritiro a Cesenatico a far scendere la temperatura. Termometro della tifoseria, impazzito. Bisogna guardarsi alle spalle. No, nessun isterismo, arriviamo terzi. O forse no. Ma adesso rientra Gentile in play e ci pensa lui. Chi, quello che l’anno scorso guai a fargli portare giù palla? Lui. Ah, ok. Come sempre, questione di punti di vista.

Ma una cosa sicura c’era. Il calendario. Calendario alla mano, quello era il momento di ricominciare a macinare punti. E noi, quei punti, li abbiamo portati a casa tutti. Faticando, sgomitando, alternando basket buono a basket meno buono, talvolta approfittando di squadre che, come noi in passato, si presentavano in emergenza. Ma portando sempre a casa il risultato.

A Pesaro, nella prima delle due trasferte che abbiamo affrontato nell’ultimo mese, abbiamo rotto il ghiaccio. Di talento -citofonare Aradori- più che di squadra, ma per il momento tanto bastava. L’ospitata di una Brescia a ranghi ridottissimi non poteva non finire in festa, ma a Capo d’Orlando sarebbe stata battaglia. E battaglia è stata (si sono viste più palle perse che canestri), ma ancora una volta è arrivata la W. E infine le due vittore casalinghe con Varese e Torino, due partite agli antipodi: la prima approcciata bene, dominata e quasi gettata alle ortiche; la seconda iniziata soffrendo e chiusa in crescendo, bravi a rimanere attaccati nel momenti difficile e ancor di più a prendere il toro per le corna una volta sfinito.

Bravi? Il gioco non ha brillato. In difesa abbiamo continuato a faticare. Brescia a parte -test poco probante- non siamo riusciti a dominare nessuna delle avversarie. Ma abbiamo vinto cinque partite di fila. E non è qualcosa che si potesse dare per scontato. Sotto tutti i punti di vista.

Adesso che la matematica ha reso la nostra classifica a prova di scettico, inizia la puntata dei “meglio arrivare…” e dei “preferisco beccare…”. Altra questione di punti di vista che lascia, oltretutto, il tempo che trova.

Noi preferiremmo che il gioco della squadra continuasse a crescere nelle tre partite che mancano. Preferiremmo non dover andare in trasferta a mille chilometri di distanza, cosa che lasciamo volentieri alle nostre avversarie, siano esse Milano, Venezia, Sassari, Trento… O ancora una volta Avellino.

Perché se c’è una cosa che prescinde dai punti di vista, è che ai playoff inizia un’altra stagione, con un calendario fitto che più fitto non si può, tanta strada da fare, poca palestra e molti riflettori. Ma ad affrontare quei playoff ci sarà la stessa squadra che abbiamo sostenuto fin qui, coi suoi difetti e le sue debolezze, il suo innegabile talento, le solite incognite.

Quanta strada farà, non è dato sapersi. Più di qualcuno, vicino alla squadra, sostiene di aver sentito quel “click” e che a preoccuparsi, adesso, devono essere le nostre avversarie. Altri continuano a concentrarsi su alcuni aspetti di questa squadra che sono poi quelli, negativi, che ci hanno fatto vivere un campionato più sofferto del previsto. Vissuto sempre sull’Ottovolante.

Dirsi soddisfatti, a questo punto, è solo questione di punti di vista.

Sognare che si possa ancora salire di colpi e compiere un’altra grande impresa sportiva, è questione di volontà. Buona Pasquetta e buoni playoff a tutti! #arsanity