Reggio Emilia – Avellino: M’illumino d’immenso.

Grissin Bon

Pietro Aradori: 9 – Scorre sangue blu nelle vene di King Pietro. Reali non si diventa con il tempo, ci si nasce.

Sornione nel primo tempo studia, osserva gli avversari e l’ambiente. King Pietro sa che arriverà “L’ATTIMO”: fadeaway assurdo allo scadere dei 24 secondi che regala il +6 e forse qualcosa di più…

“[…] Mai, mai scorderai l’attimo, la terra che tremò. L’aria s’incendiò e poi silenzio. E gli avvoltoi sulle case sopra la città, senza pietà.

Pietro, sei tu fantastico guerriero, sceso come un fulmine dal cielo. Pietro, sei tu il nostro condottiero…”

O’ famo strano.

Rimantas Kaukenas: 10 “[…] e mi sovvien l’eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s’annega il pensier mio: E il naufragar m’è dolce in questo mare.” (L’Infinito – Giacomo Leopardi).

Perché Rimas è INFINITO. Non finisce mai di stupire. Determinante come una sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite. Risolve, decide.

Lui sta al basket come il (lo) gnocco fritto sta alla mortadella.

Viagra.

AmeDIO Della Valle: 8,5 – Non ha un fisico straripante che incute timore al solo sguardo, non è un atleta pazzesco ma AmeDIO ha un dono che molti altri giocatori, ahiloro, non hanno ricevuto in dote: IL TALENTO. IL GENIO. La classe purissima e cristallina. Trasforma in oro tutto ciò che gli passa tra le mani. Gioca ad un livello di pensiero diverso dagli avversari. Dopo un paio di apparizioni in chiaroscuro ieri sera ha rispolverato il meglio del repertorio.

“Spesso vorrei non averti mai conosciuto, perché potrei dormire la notte. E non dovrei vivere con la consapevolezza che c’è qualcuno come te in giro..” (Will Hunting)

Genio Ribelle.

Darjus Lavrinovic: 8 “[…] più bella cosa non c’è, più bella cosa di te, unica come sei immensa quando vuoi grazie di esistere…” (Più bella cosa, Eros Ramazzotti).

A Reggio abbiamo visto tanti giocatori: bravi, meno bravi, campioni, campionissimi. Poi è arrivato Darjus. E abbiamo ricominciato a contare gli anni.

Esiste il tempo A.D. (Avanti Darjus) e D.D. (Dopo Darjus).

Dal Vangelo secondo Darjus.

Achille Polonara: 8 “Cantami, o diva, del Pelide Achille…” . Il “pupazzo” prosegue imperterrito a macinare prestazioni sublimi.

Gioca da 4 e da 5 indistintamente, difende e attacca su chiunque: alto, basso, magro, grasso, bello, brutto. Quando scende per rifiatare la sua assenza è paragonabile alla mancanza di Freddy Mercury nei Queen.

Indispensabile.

Silins Ojars: 8 – Baresi, Costacurta, Maldini, Silins. Ci manca solo che alzi il braccio per chiamare il fuorigioco degli avversari. Difensore IMMENSO “Big game Silins”. Nel primo tempo condizionato dai falli, nel secondo tempo è lui che condiziona gli avversari. Nel quarto periodo infila una tripla di importanza assoluta e una schiacciata che infiamma – per quanto ce ne fosse bisogno – il PalaInferno.

On ne passe pas. Linea Maginot.

Andrea De Nicolao: 7 – Gioca e fa giocare. Entra con il piglio dei giorni migliori, si sbatte, suda, briga e molla. Un movimento inatteso della caviglia lo condiziona per la parte centrale del match ma in queste serate la soglia del dolore non esiste e scende nuovamente in campo per le battute decisive. Attaccato alla maglia, alla squadra e alla città.

Con lui in campo è come quando prendevamo la mano dei nostri genitori per una passeggiata. Ci sentivamo al sicuro.

Approdo Sicuro.

Derek Needham: 7 – Il folletto ex Fairfield porta una volta ancora il suo mattoncino. Spina nel fianco, difende e corre quasi fosse posseduto. Gioca con noi da poco meno di un mese ma se mi guardo indietro non riesco ad immaginarmi una squadra senza di lui. Più utile del Bimby in cucina.

Nella botte piccola c’è il vino buono.

Vladimir Golubovic: 7 – Prestazione solida e colma di significati. Ha attraversato di tutto nella sua esperienza reggiana, dall’acclamazione all’oblio. Da salvatore della patria a riserva neanche tanto di lusso. In molti, forse tutti, avrebbero perso fiducia e consapevolezza. Non Vladimir. Lui non si è perso d’animo ed ha continuato ad allenarsi perché sa quanto vale e il contributo che può dare.

La classe operaia va in paradiso.

PalaInferno: 10 – Notte da Oscar per i tifosi reggiani.

Se Nunnaly avesse ancora voglia di tweetare dovrebbe scrivere: “5 vs 3.500”.

Non indossiamo le canottiere e i pantaloncini ma per il resto siamo stati in campo per 40 minuti.

“[…] Il Bigi mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il ventiquattro maggio; l’esercito marciava per raggiunger la frontiera per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti, tacere bisognava e andare avanti.

S’udiva intanto dalle amate sponde sommesso e lieve il tripudiar de l’onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.

Il Bigi mormorò: “Non passa lo straniero!”

 

Avellino

Ragland: 8 – CIAONE JOE!

Green: 6 – Vorrei ma non posso.

Acker: 6 – Sbiadito.

Veikalas: s.v.– Dimenticato.

Leunen: 7 – Peccato che i secondi non se li caga nessuno.

Cervi: 6,5 – Spennato.

Severini: s.v.– corre e basta.

Nunnaly: 8 – E’ stato bello, James. Ma non è bastato.

Pini: 5,5 – Zero è poco poco poco.

Buva: 8 – Accatatevillo!