Grissin Bon Reggio Emilia – Allianz Trieste: le pagelle

GRISSIN BON REGGIO EMILIA

Johnson-Odom 5: Qualche piccolo mattoncino nella rimonta finale non sana l’ennesima prestazione abulica di quello che dovrebbe essere uno dei principali terminali offensivi della squadra. Il 2/8 dal campo con 0/5 dall’arco conferma invece che la guardia dalla contea di Wake è, al momento, il vero anello debole della catena di Buscaglia.

Fontecchio 5,5: Pur non demeritando, Simone non fa abbastanza. L’avvio, come spesso gli capita, è incoraggiante, ma presto esce dai radar della partita, ovvero proprio da dove dovrebbe stare dall’inizio alla fine. Il punteggio finale gli permette di festeggiare nel migliore dei modi i 24 anni appena compiuti, ma poco del merito della vittoria va attribuito a lui.

Pardon 6-: Il primo spezzone di partita conferma i progressi di questo ragazzo che, dopo una fase di rodaggio, ha iniziato a inanellare una serie di prestazioni convincenti. Questa con Trieste lo è stata per metà, perché dopo un bel canestro e uno schiaccione a rimbalzo d’attacco è il primo ad accusare i colpi a segno dell’avversario, finendo per fare la figura del pugile suonato, soprattutto in difesa. Giustamente, il coach lo lascia seduto più del solito.

Candi 7+: Non c’è niente da fare, quando tutto sembra perduto l’unica speranza è tirare fuori qualcosa che non sempre si sa di avere. Gli attributi, la voglia, la rabbia, la determinazione. La garra. E oggi Leo ha dimostrato che è dove è perché ha queste cosine qui in quantità ben superiore ai punti che ha nelle mani. Il suo ultimo quarto è ancor più straordinario dei numeri del tabellino e per il prosieguo sarà fondamentale che riesca a tirare fuori 10/15 minuti di questa intensità ogni singola partita.

Poeta 6+: Molto positivo nel primo tempo, dove cerca di innescare sia i compagni che il pubblico senza negarsi qualche soluzione individuale. In difesa, però, soffre troppo sia Fernandez che Cavaliero. Nella ripresa il coach lo impiega più da guardia che da play e i risultati non sono all’altezza, ma nel complesso la sua è stata un prestazione pienamente sufficiente.

Vojvoda 5,5: La sua luce si accende e spegna a intermittenza, anche condizionato da un paio di fischiate sin troppo punitive ai suoi danni. Come ormai ci ha abituati, segna i canestri più difficili e sbaglia i tiri aperti, ma almeno ha il merito di non strafare. Deve trovare maggiore continuità all’interno delle partite.

Infante n.g.: Qualche minuto sul parquet per strappare un rimbalzo in attacco e tentare una tripla che trova solo il primo ferro.

Soviero n.e.

Owens 7: Benone stasera. Finalmente. Rispetto ai compagni, segue meno l’andazzo della partita riuscendo a dare presenza anche nei due quarti centrali, dove realizza 7 dei suoi 13 punti finali. Doppia cifra anche a rimbalzo : è quello che gli si chiede tutte le partite, non una volta ogni tanto.

Upshaw 6,5: E’ il solito diesel: nella prima metà di gara infatti litiga con il canestro, pur offrendo il solito importante contributo a rimbalzo difensivo. Ma nella ripresa il suo apporto cresce in maniera importante e alla fine anche per l’ala del Tennessee si registra una doppia doppia che ne conferma la costanza di rendimento.

Diouf n.e.

Mekel 7,5: E’ stato ai box, ha fatto mugugnare (parte di) pubblico e critica, ha giocato un primo tempo di ordinario anonimato cestistico, e poi… Poi si è ricordato di essere il giocatore più importante di questa squadra, e ha vinto la partita. Capita, nella pallacanestro. Non so se questo basterà a “mondare” il ragazzo agli occhi della già citata parte di pubblico e critica, ma so che in fondo questo lo stabilirà soltanto lui, decidendo se avrà la voglia e l’umiltà per approcciare tutte le partite come ha fatto in questo secondo tempo da 17 punti e 7 assist, compresi lo sfondamento subito e il canestro della vittoria. Gal, il colpo l’hai bussato. La porta è aperta a un giocatore come te, e ci mancherebbe. Adesso decidi se entrare, una volta per tutte.

Buscaglia. Un giudizio numerico è impossibile da attribuire. Perché fino a 2 secondi e mezzo pensavamo di aver assistito alla seconda eiaculazione precoce di un ragazzino tanto focoso quanto incapace di offrire una prestazione soddisfacente. I problemi sembrano più seri di quanto una vittoria come questa possa nascondere. In difesa, a uomo soffriamo terribilmente perché spesso concediamo vantaggio dal palleggio e finiamo ad inseguire, e sotto non c’è un vero e proprio intimidatore che costringa l’attaccante a conclusioni difficili: il risultato è che se non arriva un buon tiro da fuori, ne arriva uno facile da sotto. In attacco, il canovaccio non è mai cambiato da inizio anno, e dato che la difesa raramente ci permette di giocare il contropiede primario o buone situazioni di transizione, se non è pick&roll che Dio ce la mandi buona. Certo, un punto di riferimento offensivo ad oggi manca completamente, il ché non aiuta. La vittoria finale, e certi atteggiamenti in campo e in panchina, dimostrano però che c’è coesione tra i giocatori e voglia di uscire definitivamente da un momento difficile. Basteranno?

ALLIANZ PALLACANESTRO TRIESTE

Il basket a volte sa essere davvero inclemente, e questa è una di quelle. Dopo un avvio addormentato dall’ambientazione surreale del Bigi, la squadra di Dalmasson ha rapidamente preso il comando delle operazioni e, trascinata da Mitchell e Jones e dalle triple di Fernandez, si è portata a 10′ dal termine con un vantaggio che sfiorava la doppia cifra. E’ stato poi proprio Jones, sino a quel momento sontuoso, a commettere lo sfondamento su Mekel che grazie al canestro successivo dello stesso giocatore israeliano finirà per costare la partita alla compagine friulana a cui questi due punti avrebbero fatto, se possibile, ancora più comodo che a noi.