SERIE A2? NOT TODAY!

Missione compiuta!

La stagione più brutta da dieci anni a questa parte è virtualmente conclusa e l’agognata salvezza è finalmente cosa fatta. I fedeli lettori di questa rubrica ricorderanno entrambi che personalmente non avevo dubbi. Ero sicuro che il patron Landi avrebbe rivoltato la squadra pur di trovare una soluzione ai nostri mali e aiutato la squadra a risollevarsi. In realtà, la proprietà ha fatto ben di più di quanto tutti potessimo sperare ma la salvezza è arrivata non per questo motivo, ma per la pochezza delle avversarie dirette, dato che senza la sconfitta di Milano a tavolino, la quota salvezza sarebbe stata a 14 punti; una cosa mai vista.

La serie di errori a ripetizione, uniti alla solita dose di sfiga  che nulla abbiamo fatto per non meritarci,  è sterminata e la realtà dei fatti ci ha mostrato che ogni correttivo si è rivelato peggio del problema originale.

Proviamo a fare un rapido recap di quanto sbagliato, con la speranza che tanti errori, tutti insieme, non ricapitino più:

  • Puntiamo sul 5+5 nonostante gli Italiani a roster siano       fondamentalmente delle scommesse, per esperienza, tenuta fisica e ruolo in squadra.

 

  • Decidiamo di aspettare a prendere un pivot per vedere come sta Cervi (già partivamo con 4 americani contro i 6 della stragrande maggioranza delle altre squadre), salvo ridurci a prendere in fretta e furia quel poco che c’è rimasto (Elonu), senza nemmeno avere la certezza sull’integrità fisica.

 

  • Sbandieriamo l’acquisto di Griffin come prima scelta assoluta, il quale si rivela meno adatto a giocare in Europa dell’ultimo dei Globetrotters.

 

  • Mettiamo la squadra nelle mani di Ledo, i cui problemi caratteriali sono l’unico motivo per il quale si ritrova a giocare a Reggio, sperando che possa essere gestito da un coach all’esordio.

 

  • Impieghiamo 40 giorni per sostituire l’infortunato Butterfield, non trovando niente di meglio di Allen, appena tagliato da Brescia che all’epoca aveva sostanzialmente gli stessi problemi di Reggio.

 

  • Sostituiamo Ledo con un giocatore fermo da un anno, con caratteristiche diverse, lasciandogli l’escape per andarsene una volta rimessosi in forma.

 

  • Prendiamo e confermiamo Ortner, nonostante sia evidentemente un giocatore che mal si completa con Cervi.

 

  • Impieghiamo 7 mesi per ingaggiare un playmaker, quando pare evidente a tutti che Pedro sia molto vicino ad essere un ex giocatore e Candi sia la più grande delusione dell’annata biancorossa.

 

  • Impieghiamo un mese e mezzo di troppo a sostituire il coach.

 

  • Andiamo dall’altra parte del mondo a prendere Richard, vanificando l’opportunità delle tre settimane di sosta per inserirlo. Il giocatore, in pratica, si fa male scendendo dalla scaletta dell’aereo ma viene comunque tesserato per essere schierato mezzo rotto a Varese, fumandoci l’ultimo visto. E sorvoliamo sull’apporto tecnico che il giocatore è stato in grado di fornire.

Insomma gli errori sono stati i più disparati. La stagione è stata massacrante e frustrante, anche per i tifosi.

In ogni caso, le annate storte capitano e spesso succede che ci si possa “lasciare le penne”.

L’importante è fare tesoro degli errori e ripartire. Possibilmente con tante facce nuove.