A testa alta e con il petto in fuori. Sempre.

È, ci auguriamo di cuore, il punto più basso della nostra stagione. Se qui cercate critiche tecnico tattiche non andate avanti a leggere perché non le troverete, né tanto meno ricerca di capri espiatori, non è il momento.

Giochiamo male? Si.

Perdiamo in casa in quindici giorni il numero di gare che abbiamo perso in due anni? Fatto.

Gli errori sono stati tanti? Affermativo.

Ne faremo altri? Probabile.

Non gioverebbe ad alcuno nascondere la testa sotto la sabbia, far finta di nulla, ed aggrapparsi a qualche alibi. E molto onestamente, come al solito, lo stesso Dalla Salda nella “pancia” del Bigi lo ha ammesso candidamente, affermando che abbiamo la febbre, e pure alta. E bisogna dare atto che nessuno si è attaccato ai tanti ( purtroppo anche quest’anno) infortuni, che però, ahinoi ci sono.

Come detto nella premessa si deve attaccare meglio la zona, le palle perse sono troppe, bisogna essere più fluidi e difendere con maggior intensità, ma tutte queste osservazioni, tra l’altro corrette, spiegano il “momento biancorosso” solo parzialmente.

E vi spiego il perché?! Pur non condividendo appieno alcune affermazioni di Max in sala stampa, ne sposo una al 100%: “dobbiamo ritrovare entusiasmo”. Prima di tutto, e qui è opinione di chi scrive questo pezzo, è necessario ricreare un clima positivo ed ottimista attorno ed all’interno della squadra, quindi calma, sangue freddo, e qualche sorriso in più.

Nella prima stagione di serie A, cinque stagioni fa, alla quarta giornata ospitavamo Biella, e lo staff reduce da tre sconfitte nelle prime tre (due delle quali dolorose), appiccicò nella settimana precedente la gara degli smile ai tabelloni della Cassala per stemperare il clima pesante e “risollevare” i giocatori. Non soffermatevi sull’episodio, non ne abbiamo vinte cinque in fila ( tra cui Milano e derby con la Virtus) per quello, è evidente, ma date importanza al valore simbolico di quel gesto.

Tradotto, se eravamo capaci di sorridere quando si lottava per la salvezza, lo dobbiamo essere anche oggi, reduci da due Coppe e da due Finali Scudetto…Non è scontato arrivare sempre a giugno inoltrato, o fare i playoff, e in questo anche ieri sera il pubblico ha dimostrato grande maturità ed attaccamento ai ragazzi al termine della contesa. Reggio in queste stagioni non ha mai lesinato attaccamento e tifo, spinta ed incitamento, perchè come racconta bene l’immagine in evidenza il basket è diventato un orgoglio ed un vanto per questa città. E questo vale a prescindere che si siano inanellate sette vittorie consecutive o che nell’ultimo mese e mezzo si sia battuto solo Milano, che detta così fa pure ridere…

Con tutti i nostri difetti, con tutti i nostri acciacchi, con tutte le nostre problematiche, non bisogna mollare niente, centimetro dopo centimetro.

Lottare e credere in questa squadra, che, va ricordato, non è stata costruita per vincere il torneo.

A testa alta e con il petto in fuori. Sempre. Nelle vittorie come nelle sconfitte.