Un campionato in “equilibrio”

( A cura di Diennea Settanta )

Fammi capire: hai pensato di dare un giudizio sull’attuale campionato di Serie A alla tredicesima giornata? Non aveva più senso aspettare la fine del girone di andata?

Troppo banale come ipotesi e quindi provo oggi a dare il mio parere su quello che è successo nei primi tre mesi di basket giocato della stagione 2017/2018; prima di procedere con la lettura però due, solo due, regole di ingaggio: sono un tifoso, ma sarò il più possibile obiettivo e nel dare la mia opinione sull’attuale campionato partirò da pochi dati statistici.

La prima cosa che penso dell’attuale stagione di Serie A è che mi piace: lo so, non è un concetto dirompente e non tutti saranno d’accordo, ma provo a spiegarvi il perché…Dall’inizio del campionato ho avuto la netta impressione che fossimo testimoni di una stagione particolarmente equilibrata e competitiva e già questo, per chi come me ama lo sport, giocherebbe a favore del mio giudizio positivo ma, come scritto prima, sono andato a “spulciare” un po’ di numeri per capire se la mia non fosse solo un’opinione peregrina o se fosse giustificata.

Primo dato: di 104 partite giocate ci sono state 38 vittorie in trasferta, vale a dire oltre il 36% del totale e solamente una squadra è, ad oggi, imbattuta tra le mura domestiche: Avellino (l’ultima frase non è da considerarsi una gufata in quanto noi ad Avellino ci abbiamo già giocato).

D’altro canto ci sono solamente due squadre che non hanno mai vinto in trasferta e sono Varese e Brindisi (e qui invece siete autorizzati a procedere con gesti scaramantici..)

Questa informazione è sufficiente per considerare l’attuale stagione equilibrata?

A me basterebbe, ma essendo una persona semplice ho voluto approfondire, e per farlo mi sono messo a guardare un secondo dato statistico, vale a dire lo scarto medio in punti con cui sono finite tutte le partite, e qui penso di avere trovato una nuova conferma alla mia impressione.

Sempre sul totale di 104 gare disputate, ben 37 lo riscrivo 37, sono finite con uno scarto che va da 1 a 5 punti ed altre 25 con uno scarto compreso tra i 6 ed i 10 punti; avete letto bene, quasi il 60% delle partite giocate è finito con un divario compreso tra 1 e 10 punti. Aggiungo, per pura curiosità, che solamente 13 partite sono finite con un margine superiore ai 20 punti e che la regina incontrastata di questa statistica è Capo d’Orlando che ne ha perse ben cinque con divari così ampi.

Vi ho convinto della bontà della mia impressione? No?

Allora qualche ultimo dato random: tre squadre in testa, i campioni d’Italia in carica a due punti di distanza, le prime otto squadre della classifica nello spazio di sei punti, nessuna formazione sempre perdente e così via…C’è però una considerazione, e non una statistica, che mi fa pensare che questa stagione sia molto interessante e bella da seguire.

Dalla prima giornata ad oggi sempre più team hanno costruito o rafforzato la loro identità di squadra mostrandoci vari tipi di pallacanestro, alcuni prediligendo la fase offensiva e talaltri quella difensiva, ma tutti accumunati dall’alto livello di preparazione degli staff tecnici.

E considerando che quasi tutti i coach della Serie A sono italiani, questa mi sembra una splendida notizia per la crescita tecnica del movimento nei prossimi anni ma in particolare per questa stagione. Lo so, sono un’inguaribile ottimista, ma per me il meglio di questo campionato deve ancora arrivare…