Vincere non è la stessa cosa di non perdere

A questa squadra non si può rimproverare nulla, la seconda finale scudetto in due anni contro la formazione accreditata da tutti gli addetti ai lavori, e non, come la grande favorita del torneo è di per sè un risultato eccellente, nonchè il raggiungimento dell’obiettivo stagionale, ovvero il giocarsi lo scudetto fino alla fine. Per inciso ci stiamo giocando il tricolore contro una società che ha budget molto importante e che ha già accordi per prossima stagione con Abass, Pascolo e forse Fontecchio, e che ha intenzione di costruire roster da 16 giocatori vista nuova formula da Eurolega con un minimo di 30 partite. Questa è la premessa doverosa per comprendere al meglio il proseguo e il senso di questo articolo.

Ieri era la quindicesima gara ( in 33 giorni) della Grissin Bon in questi playoffs; per 14 volte è stato rispettato il fattore campo, unica uscita dal copione la bella vittoria in Sardegna in gara tre dei quarti. Mai come negli ultimi due anni si è parlato dell’effetto PalaBigi e nulla di più vero e corretto è stato detto e scritto, ma è altrettanto vero che nella post season Max e i suoi ragazzi poche volte han saputo farsi valere in trasferta, vedi le tre sconfitte, due delle quali proprio brutte, in Irpinia, e le tre di Milano, con uno scarto medio che va dai 15 ai 20 punti in sei recite complessive. Detto che in campo ci vanno anche gli avversari e che Sacripanti e Repesa allenano due ottime compagini e che nel basket i meriti di una formazione finiscono dove iniziano i demeriti dell’altra, le prestazioni fuori casa di Kaukenas e compagni sono state troppo deludenti, realmente Reggio non ha mai rischiato di vincere, non è mai arrivata punto a punto nell’ultimo minuto; le società che legittimamente ambiscono a vincere il titolo sono solitamente grandi squadre, e le grandi squadre sanno vincere in casa e fuori. Questo step Reggio non ha ancora dimostrato di poterlo compiere, ci è riuscita in campionato, ma non nei playoffs che è altra materia. Alla stessa stregua, però, anche la stessa Olimpia nelle due gare in Via Guasco ha rimediato due brutte sconfitte giocando male e con discontinuità (non ingannino i soli 9 e 5 punti di distacco..). Ma di Milano ci interessa il giusto, il focus è naturalmente sui nostri e senza soffermarci su cifre e statistiche molto chiare a riguardo, è lampante la differenza di spirito, di cattiveria di alcuni giocatori che probabilmente non hanno ancora fatto quel salto di qualità richiesto per diventare dei top player. Tradotto si chiama esperienza, abitudine a giocare su alcuni palcoscenici con la pressione e non è un caso che nel primo quarto di ieri si è andati sempre da Rimas e Darius, due solide boe nella tempesta EA7, ma incapaci comunque di tenere a galla i compagni.

Nota tattica a margine della partita di ieri. Detto che Max, Cagnardi e Slanina hanno fatto e stanno facendo un lavoro eccellente, e a loro va il mio plauso più sincero, a mio avviso le prime quattro gare avevano dimostrato che non si può adottare la stessa strategia al Forum come al Bigi: mentre qui l’intensità è alta e la difesa a uomo paga sempre dividendi, a Milano qualche rischio bisogna prenderselo sin dalla palla a due perchè nei primi due episodi, e anche ieri sera, Sanders e compagni hanno banchettato in area (ad un certo punto erano 14/18 al tiro), troppe volte al ferro, troppi mismatch a favore.. Forse, e sottolineo forse,  qualche fallo per fermare la transizione, una difesa mista o a zona 2-3 avrebbe rallentato il ritmo e la probabile sfuriata d’orgoglio iniziale dei padroni di casa proteggendo meglio il pitturato dove un Veremeenko non in condizione a causa della caviglia malandata, e Lavrinovic, hanno sofferto più del lecito.

A prescindere dalle tattiche comunque, la sensazione è che chi gioca in casa vada in campo per VINCERE, mentre chi è ospite vada in campo per NON PERDERE..sembra la stessa cosa in uno sport che non prevede il pareggio, ma c’è una grandissima differenza di atteggiamento e consapevolezza complessiva. Ora siamo 3-2, tutto è ancora assolutamente in gioco, bisogna fare l’ennesima grande prova davanti al proprio pubblico, per regalarsi una gara 7, che credeteci, metterebbe Milano in una situazione di grande difficoltà e disagio per i vecchi fantasmi che potrebbero riaffiorire in gare da dentro-fuori ( Maccabi, Trento, Sassari, Supercoppa di Torino, solo per citarne alcune..). E siamo sinceri, all’inizio di maggio alzi la mano chi non avrebbe firmato per essere in questa situazione ante gara 6. Forza Grissin, forza Reggio, crederci non costa nulla, e comunque vada saranno solo applausi..