Vogliamo dieci leoni!

Siamo a fine giugno, da oltre un mese è andata in archivio la nostra stagione, e tra poco, attraverso il mercato se ne aprirà una nuova; ma a freddo cosa è rimasto nel cuore e nella testa dei tifosi?! Questo ce lo dovete dire voi, io mi limito a dire ciò che ho percepito e sentito sulla pelle guardando la Grissin (a proposito il rinnovo della sponsorizzazione non è una buona notizia, ma ottima, perché tutto fuorché scontata…) del 2016/2017.

Non ho abbastanza elementi per parlare di spogliatoio, di giocatori interessati alle proprie statistiche o di chimica sbagliata; la società per bocca del DS Frosini ha parlato, il Patron ha ovviamente detto la sua come bilancio di fine anno ed i giocatori pure, tra silenzi, interviste e saluti alla piazza tramite gli immancabili social…

La Finale tra Trento e Venezia ha evidenziato come due squadre abbastanza differenti possano andare vicino (o vincere…) ad un ambizioso ed insperato traguardo: sistemi di gioco diversi, gerarchie opposte, numero di attori protagonisti completamente dissimile ma con un punto di contatto, ovvero la voglia di aiutarsi, l’umiltà e lo spirito di sacrificio. Ho purtroppo, come tutti voi, visto festeggiare in Via Guasco prima Sassari e poi Milano, ma in entrambi i casi mi sono alzato in piedi ad applaudire prima gli sconfitti e poi chi alzava al cielo la Coppa…Qualche “se”, magoni da buttare giù e un senso a caldo di vuoto, ma la consapevolezza che i Nostri avevano lasciato sul campo l’anima!

Quel mercoledì sera dopo il “ciuffo” di Leunen è stato diverso, non ho provato quel moto d’orgoglio che aveva fatto reagire altre volte chi, come me, ama questi colori e che lì mostrerà fiero anche se un anno non si andasse ai playoff o non si giocasse per Mr. Bertomeu… Non è, badate bene, questione di salire e scendere dal carro, si tifa questo stemma a prescindere, ma onestà nel constatare uno stato d’animo profondamente diverso.

Ben vengano i Mussini, i Candi ed i De Vico (non a caso nelle conferenze stampa le parole più utilizzate son state “fame”, “voglia”, “campo”, “motivazione”…) che con tutto il rispetto magari non avranno per ora un pedigree internazionale, ma che, e qui mi sbilancio, faranno sentire tutto il loro attaccamento a questa canotta pregiata. Chiaro ed evidente che ora bisognerà aggiungere almeno 2/3 pezzi da novanta che garantiscano punti, qualità e leadership, perché sbucciandosi solo le ginocchia non si fanno punti, ma la base che la società sta ricostruendo è interessante e mi incuriosisce. Come logica evoluzione il tifoso medio si è abituato bene, ha sviluppato un palato particolarmente fine: conoscete qualcuno a cui non è piaciuto degustare il caviale Lavrinovic?! Ma in ugual modo è bello e stimolante stare vicino ad una squadra che si appresta ad intraprende un nuovo cammino (pure Europeo…) che sarà si colmo di ostacoli, ma che in fondo potrebbe regalarci più di una soddisfazione.

Concludo citando un mio amico e dicendo che magari tanti giocatori con tanto talento come quest’anno non ne vedremo nel prossimo futuro, ma Reggio non è vittoria ad ogni costo (non ci farebbe schifo comunque…), noi siamo orgoglio, noi siamo attaccamento sempre e comunque, noi siamo Arsan!