Zenit San Pietroburgo – Grissin Bon Reggio Emilia: Le Pagelle

GRISSIN BON

Mussini n.g.

Wright J. 6,5: Terminata la dinamite, e speriamo in attesa di rapido riapprovvigionamento, gioca una partita di buon livello sia in attacco che in difesa, soprattutto a rimbalzo, anche perché nei minuti dove viene chiamato a difendere contro il centro avversario non trova mai aiuto dai compagni. Deve migliorare la concentrazione ai liberi, 1/5 non si può tollerare e non è certo un problema di mani, altrimenti uscirebbero anche quelli in movimento.

Candi 7: Non è il Candi straripante dell’andata, ma al netto dei tempi di recupero e del viaggio affrontato si può anche capire (anche se vale anche per gli altri) ma, francamente, poco ci manca. In difesa è una certezza, tanto che il Karasev allenatore evita di riproporre al figlio tante situazioni di attacco dal palleggio contro Leo, dove era uscito sempre sconfitto. Finché può ci tiene a galla, poi con l’unica ingenuità della sua partita regala il 2+1 a Kuric che chiude in anticipo il match.

Della Valle 5: Siamo sempre lì: se sei il pericolo pubblico numero uno, verrai trattato come tale. Ma il primo quarto difensivo fa capire che questa volta Amedeo ha scelto di non avere quella disponibilità difensiva che, a costo di utilizzare qualche energia che gli è utile in attacco, deve sempre mettere in campo. Non a caso, passa il secondo a sedere e noi mettiamo la testa avanti. Nella ripresa continua a subire le mani avversarie, che si trova addosso più spesso di quanto vorrebbe, e non riesce mai ad evitare le trappole che la difesa russa gli tende: i soli due tiri dal campo lo testimoniano.

White 5,5: Parte bene, ma come gli sta capitando spesso nell’ultimo periodo finisce presto per innervosirsi. E a finire altrettanto presto, probabilmente, è anche la benzina. In questa versione, è fondamentale che James non perda mai la lucidità, soprattutto nel sapere quando prendere per mano i compagni e quando lasciare che siano loro a condurre le danze.

Reynolds J. 6,5: A differenza di tutti i suoi compagni, parte in dormiveglia e si sveglia solo quando la spia della riserva della squadra è già accesa. Per un primo lungo tratto, infatti, non riesce a catturare un rimbalzo né a trovare la via del canestro. Poi si accende ed aggiusta le cifre risultando ancora, numeri alla mano, il migliore dei nostri.

Markoishvili 6: Come è spesso accaduto in questa stagione, quando in attacco Della Valle latita è lui a prendersi tante responsabilità su quel lato del campo. Purtroppo, però, la mira non è quella delle giornate migliori, anche se è lui a piazzare 2 delle sole 3 triple realizzate della nostra partita. Racimola assist importanti (5), ma anche qualche ingenuità.

Wright C. 7: Nell’economia complessiva del match, nonostante cifre dal campo non mirabolanti, il play americano è il più affidabile e continuo dei nostri, finendo per essere, non a caso, uno dei più utilizzati. Segue il piano partita attaccando il canestro e cercando di far ragionare la squadra, anche se in difesa soffre più di quanto dovrebbe. Stasera, però, il quintetto con lui e Candi in campo insieme è quello che ha funzionato meglio.

Cervi 5: L’inizio è abbastanza incoraggiante, con un paio di bei movimenti sotto canestro. Ma 2 rimbalzi in due partite, per un centro, è un dato che si commenta da solo.

Nevels 5: Non trova tanti minuti, ma non fa nulla per guadagnarseli, anche se nelle occasioni in cui avrebbe il posizionamento per un tiro comodo i compagni non gli recapitano il pallone. Se sta aspettando il momento giusto per venire fuori, ci sarebbe a questo punto una partita mercoledì 14 in via Guasco che, fossimo in lui, sceglieremmo.

Llompart 5: Ahi ahi ahi che dolor! che dolor! Così cantava Raffaella Carrà, che in Spagna ha trovato una seconda giovinezza professionale come quella che Pedro, a parti invertite, sta trovando in Italia. Voronin e Griffin gli fanno vedere i sorci verdi, e a parte una bella giocata da 3 punti anche in attacco fa fatica, la sua guida non è lucida come al solito. Qualche ora di riposo in più non potrà che fargli bene

De Vico n.g.

Menetti 6: Visto il risultato di gara-1, non cambia il copione della gara cercando di controllarne il ritmo e di attaccare con continuità il canestro avversario. Probabilmente, la squadra finisce per pagare un avvio di gara di grande intensità, che subito sembrava pagare grandi dividendi. Nella ripresa però i suoi giocatori non riescono a riprodurre la stessa energia e, dopo aver eroicamente resistito alla prima spallata grazie a un paio di giochi da tre punti di Reynolds e Wright, crollano alla seconda, quella delle bombe di Voronin e Kuric. Ora è chiamato a guidare l’ennesima impresa facendo tesoro di alcune situazioni che non hanno funzionato a dovere.

ZENIT SAN PIETROBURGO

Reynolds S. 5: Più coinvolto rispetto all’andata, si iscrive a referto grazie a un paio di scorribande al ferro che non dobbiamo concedergli, lasciandolo libero di tentare la fortuna dall’arco.

Karasev S. 6: In una serata in cui viene limitato e probabilmente un po’ si auto-limita, si distingue più che altro per il gran numero di falli subiti (8). L’allerta su di lui, però, deve rimanere massima.

Barinov 5: Viene scongelato da Karasev per provare a dare alla sua squadra un po’ più di solidità sotto le plance, non impressiona.

Vikhrov n.e.

Voronov 8: Eccola, la partita che non aveva fatto all’andata. Giocatore che sfrutta la sua compattezza per attaccare il ferro, trova anche un paio di conclusioni dall’arco che piantano i chiodi sulla bara di Reggio. Ma è sul suo tiro che bisogna scommettere, piuttosto che sfidarlo sul suo campo: per questo, nella “bella” speriamo di vederlo più sfidato o, nell’evenienza, di ritrovare la versione del Riccardo intimidatore che conoscevamo.

Simonović 6,5: Non potevamo pensare di rivedere la stessa gara anonima offerta martedì a Reggio, e infatti ci fa male tirando poco, ma bene e quando serve.

Wittingthon 5,5: Meglio che all’andata, ma ci voleva poco. E se l’alternativa è Barinov…

Harper 5: Due falli in avvio lo levano dalla contesa.

Griffin 7: Niente male davvero. Non sarà il colosso di Rodi, pur provenendovi, ma sfrutta bene il suo fisico in penetrazione e dimostra di avere anche spiccate doti in regìa (per lui 7 assist in 20′). Un fattore.

Kuric 7,5: Non è il miglior Kuric, lo si vede soprattutto nella prima parte di gara dove ancora fatica. Ma quando è il momento, da vero killer, inizia a flagellare la retina e per Reggio è notte fonda.

Valiev 6: Altro giocatore su cui si potrebbe concedere qualcosa per lasciare la coperta sopra ad altri avversari. Si fa però preferire ad altri lunghi della batteria dello Zenit.

Gordon 5: C’è? Non c’è? Non c’è.

Karasev V. 7: All’inizio mischia le carte con un quintetto per 3/5 diverso da quello di gara-1. Ma la chiave non è lì, tanto che i due falli in avvio di Harper sono una benedizione per lui perché gettano subito nella mischia Voronin, che sarà decisivo. E’ invece bravo ad insistere sulla difesa asfissiante su Della Valle, il resto lo fa l’intensità difensiva messa in campo dalla sua squadra nella ripresa, che ancora non avevamo visto.